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Oro, la caduta sotto i 1.511 dollari campanello d’allarme per il long

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Stanno rimbalzando le quotazioni dell’oro nel corso della prima seduta della nuova ottava. Il metallo prezioso cerca così di rialzare la testa dopo le vendite che ne hanno caratterizzato l’andamento borsistico sul finire della scorsa ottava. Sono tuttavia diversi i segnali di stampo ribassista che sono presenti sul grafico della materia prima. Spunti rialzisti possono quindi essere sfruttati per intraprendere una strategia di tipo sell. Nella fattispecie in occasione della seduta del 24 giugno l’oro ha contestualmente violato al ribasso le resistenze di tipo statiche collocate in prossimità dei 1.511 dollari, livello ereditato dai minimi intraday del 13 e 14 giugno e dai top a 1.513 del 29 giugno, e quelle dinamiche espressione della trendline ascendente di breve termine ottenuta con i low crescenti del 5 e 17 maggio. Proprio i top del 30 giugno, a 1.514 dollari, ha rappresentato il pull back tecnico della rottura. Oltre a questi due elementi menzionati va menzionato l’avvenuto incrocio dall’alto verso il basso delle medie mobili a 14 e 55 periodi presenti sul daily chart. La chiusura sotto i supporti a 1.511 dollari, ora diventati supporti, hanno permesso il completamento di un doppio massimo iniziato a costruire dal 23 maggio in poi. A questo punto è quindi possibile sfruttare l’impostazione tecnica collocando i propri ordini di vendita a 1.498,90 dollari. Questo perché le vendite di venerdì scorso hanno fatto scivolare ulteriormente le quotazioni del metallo prezioso sotto il minimo del 27 giugno a 1.490,85 dollari. Per quel che riguarda i target, essi sono invece a 1.473 dollari e successivamente a 1.435 dollari. Lo stop, considerando che vi potrebbe essere un pull back profondo della trendline ascendente menzionata sopra, è a 1.528 dollari.