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Oro: asset su cui puntare anche in caso di rialzo dei tassi Usa?

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La performance straordinaria dell’oro da inizio anno ha attirato l’attenzione di osservatori e analisti. Il metallo prezioso ha visto le quotazioni salire di oltre il +7% nel 2017, con le incertezze politiche globali che sicuramente hanno contribuito ad alimentare una certa avversione al rischio. Ma c’è dell’altro.

L’oro, bene rifugio per eccellenza, non si è tuttavia sempre comportato come da copione negli ultimi tempi. Come ha rilevato l’agenzia di stampa Bloomberg in un’analisi recente, i prezzi hanno anzi intrapreso una direzione opposta a quella prevista in occasione degli ultimi tre rialzi dei tassi di interesse guida da parte della Federal Reserve.

Quando la banca centrale impone una stretta monetaria l’oro, che tende a giovare di un restringimento delle condizioni creditizie che allontana gli investitori dagli asset maggiormente rischiosi, dovrebbe a rigor di logica salire di prezzo.

Nel caso del 2006 e di dicembre 2015 e 2016 non è stato invece il caso. L’oro si è rafforzato immediatamente dopo l’annuncio della stretta monetaria e invece si è indebolito in vista della decisione della banca centrale statunitense. Questo, spiegano gli analisti di Saxo Bank, potrebbe essere dovuto alla naturale tendenza dei mercati ad anticipare le decisioni di politica monetaria.

Ole Hansen, head of commodity strategy di Saxo Bank, spiega che “una volta che il rialzo dei tassi è stato imposto, è emerso un quadro piu’ chiaro ed equilibrato. Questo, unito ai calculi di impatto potenziale delle misure di Trump, ha fatto il resto”.

La fase rialzista vista dell’oro vista nell’ultimo mese in particolare potrebbe forse indicare che il mercato non sconta, al contrario di quanto in tanti potrebbero essere portati a pensare, l’arrivo di un rialzo dei tassi, che è considerato possibile già da marzo stando alle ultime dichiarazioni da falco del board di politica monetaria della Fed e all’andamento dei future sui Fed Funds.

E’ pero’ piu’ probabile che l’andamento si possa spiegare con le aspettative di politiche ultra inflazioniste sia in Cina, sia negli Stati Uniti, le prime due potenze economiche al mondo. Alla luce di queste considerazioni, dicono gli analisti, l’ipotesi piu’ sensata è che l’oro si stia rafforzando perché sta crescendo la domanda.

In Cina gli investitori che temono per una svalutazione degli asset in portafoglio denominati in yuan, valutata destinata a rafforzarsi nei prossimi tempi, hanno preso d’assalto l’oro. Senza contare, poi che l’anno delle Superelezioni sta per entrare nel vivo in Europa, con il popolo olandese, francese e tedesco chiamati al voto tra questa primavera e l’autunno. Gli investitori in cerca di rifugio stanno facendo le loro puntate e spesso convergono nell’oro.