1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Valute e materie prime ›› 

Oro: analisti, la discesa può arrivare fino a 1.300 dollari all’oncia

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

“Non è ancora stato identificato un singolo catalizzatore che abbia innescato l’enorme sell-off sull’oro”. Così Jeremy Baker, Portfolio Manager di Belvista Commodity Fund (gestito da Vontobel – Harcourt), alla luce dei recenti movimenti ribassisti del metallo giallo. “Si tratta – a detta di Baker – probabilmente della combinazione di diversi fattori, che ha portato i maggiori investitori a liquidare le loro posizioni, facendo sì a loro volta che la quotazione dell’oro toccasse alcuni livelli tecnici chiave. Tra i fattori ribassisti possiamo comprendere gli ultimi dati macro deludenti che hanno nuovamente sollevato timori sulla minaccia di deflazione, piuttosto che inflazione, le discussioni interne al FOMC circa la riduzione dell’allentamento quantitativo e la possibilità che Cipro inizi a vendere le proprie riserve auree”.

“In un periodo così volatile – prosegue Baker – i punti di vista tecnici dei singoli mercati rappresentano spesso un buon indicatore della direzione dei prezzi. Considerando i dati settimanali dei prezzi e i possibili livelli di ritracciamento dai minimi di ottobre 2009 ai massimi di settembre 2011, il livello che l’oro potrebbe raggiungere nel breve termine è di circa 1.300 dollari all’oncia. Ciò equivale al 50% della linea di ritracciamento del periodo. A prima vista questi livelli possono sembrare estremi, ma abbiamo appena iniziato a rilevare flussi in uscita dall’oro da parte degli ETF ed è molto probabile che si registrino nuove uscite, con gli investitori retail che liquidano le loro posizioni, pertanto questa previsione non è poi così esasperata”.