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Ore decisive per il futuro della Grecia, domani il voto sul piano di austerity

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Sono ore decisive non solo per la Grecia, ma anche per la zona euro. Il presidente del Consiglio Europeo, Herman Von Rompuy, con una semplice frase ha descritto bene la grande attesa per l’esito di un passaggio parlamentare che si preannuncia drammatico. “Quanto avverrà in Grecia avrà un impatto anche sull’economia mondiale”, ha inoltre sottolineato Van Rompuy. I mercati e gli investitori guardano quindi verso una sola direzione: Atene. Domani è infatti previsto il voto del Parlamento ellenico per l’approvazione del piano di austerity da 28,5 miliardi di euro. Un passo cruciale per poter ottenere la quinta tranche da 12 miliardi di euro dell’aiuto da 110 miliardi, concesso poco più di un anno fa da Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale, ed evitare così il fallimento.


L’approvazione delle misure di risanamento sarebbe anche la condizione necessaria per poter ricevere un secondo aiuto, che permetterebbe alla Grecia di sopravvivere fino al 2014. La decisione del Parlamento avverrà in un clima tesissimo con Atene paralizzata da uno sciopero generale di 48 ore proclamato dalle maggiori sigle sindacali del Paese. Già questa mattina la capitale greca è stata teatro di scontri tra i manifestanti, schierati contro le misure lacrime e sangue, e la polizia. Ma per evitare il default la strada è una sola. “Il solo modo per evitare un immediato default è l’approvazione del nuovo piano di austerity”, ha dichiarato Olli Rehn, il Commissario Ue per gli Affari economici.

Ieri mattina a Roma si sono incontrati una trentina di rappresentati delle banche creditrici della Grecia e delle istituzioni europee, fra cui funzionari della Banca Centrale Europea e dell’Unione Europea. L’incontro non ha prodotto nessuna decisione formale o informale ma solo un giro di consultazioni, con al centro il piano avanzato dalla Francia. Le banche transalpine, le più esposte al debito greco insieme a quelle tedesche, avrebbero infatti proposto di reinvestire il 70% dei bond in scadenza, di cui il 50% in titoli trentennali e il restante 20% in titoli a cedola zero di alta qualità. I rendimenti dei titoli trentennali avrebbero una componente variabile indicizzata alla crescita del prodotto interno lordo ellenico.


“La decisione sul piano proposto dalla Francia per rinegoziare i termini del debito greco spetta alla discussione dei Governi”, ha dichiarato oggi il presidente dell’Eutower, Jean Claude Trichet. Le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente fiutano però l’esito positivo del passaggio parlamentare, nonostante il governo Papandreou abbia una maggioranza piuttosto risicata (155 voti su 300): Francoforte ha guadagnato lo 0,88%, Parigi l’1,46%, Madrid lo 0,65%, Londra lo 0,86%. A piazza Affari l’indice Ftse Mib ha mostrato un progresso dello 0,82% a 19,454 punti.