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L’Opec trova la quadra per primo taglio produzione da 8 anni, impennata del petrolio

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Balzo in avanti del petrolio in scia alla notizia dell’accordo raggiunto in seno all’Opec per ridurre i livelli produttivi. Il meeting odierno ha permesso di smussare le distanze emerse negli ultimi giorni tra Iran e Arabia Saudita Il petrolio è arrivato a guadagnare oltre l’8% con future Wti in area 49 dollari al barile, mentre il Brent è salito fino a 51 dollari sui massimi a oltre un mese.

Prima riduzione da otto anni
Secondo quanto riportato dalle maggiori agenzie, il Cartello ha decretato una diminuzione dell’output a 32,5 milioni di barili al giorno, in calo di 1,2 mln di barili rispetto ai livelli di fine ottobre. Si tratta della prima riduzione in otto anni. La mossa è in linea con gli accordi presi nel meeting informale che si è tenuto a settembre ad Algeri. Stando alle indiscrezioni, l’Arabia Saudita avrebbe accettato un deciso restringimento del proprio output e, al contempo, un congelamento della produzione iraniana ai livelli pre-sanzioni. Nel primo caso il greggio estratto, secondo i calcoli della società di ricerca JBC Energy, passa da 10,55 a 10,06 milioni di barili giornalieri, nel secondo si dovrà fermare a 3,797 milioni di barili.

L’accordo prevedrebbe anche una riduzione dell’output non-Opec di 600 mila barili. Grazie alla partecipazione dei Paesi non facenti parte del Cartello, l’output scende a 31,9 milioni di barili, esattamente al livello stimato dall’Opec come necessario per bilanciare il mercato petrolifero. L’accordo entrerà in vigore a gennaio, durerà sei mesi e potrà essere rinnovato. Anche nelle condizioni attuali, nel 2017 il mercato continuerà ad essere caratterizzato, riporta JBC Energy, da una “forte sovrapproduzione”. Questo perché i membri al di fuori dell’Organizzazione, e in particolare quelli statunitensi, “sono pronti ad entrare sul mercato per compensare qualsiasi riduzione della produzione che spinga temporaneamente al rialzo di prezzi”.