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Opec: verso estensione tagli a tutto il 2018 ma con timori Mosca. Revisione possibile a giugno

Con i prezzi che stanno salendo oltre la soglia dei 60 dollari, Mosca ha tuttavia espresso timori che una proroga dell’intesa sui tagli possa tradursi in un aumento della produzione …

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Estendere i tagli alla produzione fino alla fine del 2018: è questo l’accordo raggiunto tra i membri dell’Opec, stando a quanto riportano le varie agenzie di stampa. Reuters precisa che un accordo di principio è arrivato tra i membri del cartello dopo un dibattito durato ore nel quartiere generale di Vienna.  L’obiettivo è chiaro: sostenere i prezzi del petrolio ed evitare che si verifichi un crash della portata di quello che ha sconvolto i mercati nel 2014.

Prima dell’inizio della riunione ufficiale, attesa oggi alle 11 ora di Vienna, il ministro saudita dell’Energia Khalid al-Falih ha confermato di essere favorevole all’opzione di estendere i tagli di altri nove mesi (rispetto alla scadenza del prossimo marzo del 2018), fino alla fine dell’anno prossimo.

Il funzionario ha aggiunto anche che è prematuro parlare della possibilità di interrompere i tagli nei prossimi trimestri, precisando che comunque l’Opec valuterà i progressi in occasione del prossimo meeting di giugno.

“Quando decideremo di uscire (dalla strategia dei tagli), lo faremo molto gradualmente…per accertarci che il mercato non soffra uno shock”, ha detto al-Falih.

Dal canto loro, i ministri petroliferi di Iraq, Iran e Angola hanno confermato che l’intesa raggiunta potrebbe essere rivista in occasione della prossima riunione di  giugno, nel caso in cui il mercato iniziasse a rischiare una condizione di deficit.

Il focus rimane sulla Russia, paese non Opec, che quest’anno ha ridotto l’offerta in modo significativo nell’ambito di un accordo raggiunto con il cartello per la prima volta.

Con i prezzi che stanno salendo oltre la soglia dei 60 dollari, Mosca ha tuttavia espresso timori che una proroga dell’intesa sui tagli possa tradursi in un aumento della produzione negli Stati Uniti.

I paesi Opec hanno raggiunto una prima intesa sui tagli alla produzione nel novembre del 2016, puntando su una riduzione di 1,2 milioni di barili al giorno rispetto ai livelli dell’ottobre del 2016, fino a 32,5 milioni di barili al giorno.

Diversi paesi non Opec, inclusa la Russia, hanno aderito al patto, impegnandosi a una riduzione aggiuntiva di quasi 600.000 barili al giorno.  In tutto, l’Opec, la Russia e altri nove produttori globali stanno così tagliando al momento l’output di 1,8 milioni di barili al giorno.

L’accordo è diventato esecutivo nel gennaio di quest’anno e ha inciso al forte calo delle scorte, che rimangono tuttavia, stando alla stessa Opec, al di sopra della media degli ultimi cinque anni, a 140 milioni di barili.

Stando a quanto riportato oggi dal ministro petrolifero saudita, non ci sarà in ogni caso nessun dietrofront rispetto all’accordo sui tagli nei primi sei mesi del 2018, ovvero nel periodo che precederà il meeting di giugno.

In attesa dell’annuncio ufficiale dell’Opec, tuttavia, i prezzi del petrolio ritracciano ai minimi intraday, scontando, secondo alcuni trader, il fenomeno del “Sell On The News”.

Alle 16.30 ora italiana, le quotazioni del contratto WTI scambiato a New York cedono lo 0,59%, a $56,96, mentre il Brent ritraccia dai massimi, segnando un rialzo dello 0,27%, a $63,28.