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Opec non basta, lo conferma report IEA. Petrolio sotto pressione e in ‘death cross’

L’agenzia prevede per il 2018 un’accelerazione della domanda modesta, a 99,3 milioni di barili al giorno. Produzione Opec sale nonostante accordo, incidono output Libia e Nigeria.

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Prezzi del petrolio ancora sotto pressione, dopo il rapporto mensile pubblicato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia IEA.

Dal rapporto, emerge che le scorte globali di petrolio rimangono a livelli “testardamente alti” e, anche, che l’agenzia prevede per il 2018 un’accelerazione della domanda soltanto modesta, a 99,3 milioni di barili al giorno.

IEA: sale output Opec. Incidono Libia e Nigeria

 

La IEA ha reso anche noto che, nel mese di maggio, la produzione di petrolio crude dell’Opec è salita di 290.000 barili al giorno, a 32,08 milioni di barili al giorno, al record dall’inizio dell’anno. Questo, a dispetto dell’accordo con cui i paesi dell’Opec si sono impegnati a rispettare un massimo di produzione giornaliera. L’impegno è dimostrato nei numeri, con “il tasso di adesione all’accordo pari al 96% da inizio anno”, a conferma di come l’intesa venga comunque osservata.

Ciò non basta tuttavia a rallentare la crescita dell’output, che è stata sostenuta dagli incrementi dell’offerta di Libia e Nigeria, paesi che sono esenti dall’obbligo di rispettare l’accordo.

In generale, l’offerta globale di petrolio è salita a maggio di 585.000 barili al giorno a 96,69 milioni di barili, con un incremento su base annua di 1,25 milioni di barili, al ritmo record dal febbraio del 2016.

Death crosso per futures WTI e Brent

 

I prezzi del petrolio crude scambiati a New York sono scivolati di oltre -10% dalla fine di maggio, nonostante l’accordo con cui l’Opec e altri paesi esportatori come la Russia si sono impegnati a mantenere il livello massimo di produzione pari a quasi 1,8 milioni di barili al giorno, e a non incrementare l’offerta fino alla fine del primo trimestre del 2018.

Da segnalare inoltre che, per la prima volta dal settembre del 2014, mese a partire dal quale i prezzi sono collassati di quasi -75%, sia i futures sul Brent che quelli sul contratto WTI hanno lanciato un segnale “death cross”, con la media mobile degli ultimi 50 giorni scesa al di sotto di quella degli ultimi 200 giorni.Grafico petrolio

Alle 14.40 circa ora italiana, e prima della pubblicazione dei dati sulle scorte settimanali negli Usa, i futures sul WTI perdono -0,73%, a $46,12, mentre quelli sul Brent arretrano dello 0,55% a $48,45 al barile.