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Ondata di vendite in atto su Bnl, pesa l’affaire Bbva

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Un’ondata di vendite è in atto su piazza Affari. I timori derivanti dalle quotazioni sempre più alte del greggio e la debolezza del dollaro stanno mettendo a tappetto i listini azionari. Non si salva nemmeno Bnl. L’istituto di via Veneto segna, infatti, un ribasso dell’1,87%, scambiando a quota 1,7850 euro. A dir la verità la banca presieduta da Luigi Abete è da tempo nel mirino degli investitori, per colpa del decantato aumento di capitale che potrebbe venire alla luce il prossimo 5 novembre. Un’operazione su cui la banca ha cercato di minimizzare, facendo sapere la scorsa settimana che nessuna decisione è stata presa in merito. Eppure è cosa ben nota che Bnl è in cerca di maggiore stabilità azionaria. A gettare benzina sul fuoco voci di stampa smentite stamattina da Bbva, che riportavano che una o più banche popolari potessero entrare nella giostra dell’azionariato di Bnl. In palio proprio la quota posseduta dagli spagnoli (14,99%), azionisti del patto di sindacato dell’istituto di via Veneto che coinvolge anche Generali e Diego Della Valle. La soluzione sarebbe stata ben gradita anche alla Banca d’Italia che teme l’invasione delle banche straniere nel panorama bancario italiano. Ma l’istituto spagnolo considera la quota in Bnl “strategica e stabile”. Dunque nessun cambiamento nelle file dei soci storici dell’istituto romano. Per ora gli spagnoli del Bilbao rimarranno con il 15% in Bnl, malgrado la difficoltà nel giustificare con azionisti e investitori la presenza italiana. Nel loro prossimo futuro si prospetta un bivio: o un addio che però vanificherebbe sette anni di attesa nell’azionariato, oppure secondo fonti vicine al patto di sindacato, un takeover. Un’ipotesi che potrebbe farsi realistica se le pressioni per contare di più nella banca romana dovessero infrangersi contro un “no”, deciso dalla vigilanza.