L'ombra del debito pubblico si allunga sulla Francia: in vista nuove misure di austerità

Inviato da Valeria Panigada il Mar, 06/07/2010 - 10:49

La grandeur francaise inizia a scricchiolare: la situazione della finanza pubblica è "estremamente grave", tanto da sollecitare nuove misure di austerità, con possibili risvolti anche sulla crescita economica futura. Il ministro dell'Economia, Christine Lagarde, non ha infatti escluso un ritocco al ribasso delle previsioni di crescita per il 2011. Il tutto mentre il governo è alle prese con lo scandalo delle spese eccessive.

Se le previsioni di crescita della Francia sono state confermate all'1,4% per il 2010, quelle per l'anno prossimo sono state definite "un pò audaci". Lo riporta questa mattina Le Figaro, citando il ministro dell'Economia, Christine Lagarde, in una intervista rilasciata all'Agence France Presse (AFP). Il ministro ha infatti lasciato intendere che potrebbero essere ritoccate verso il basso le stime per il 2011, sollecitando il governo a prendere delle nuove misure di austerità per ridurre il deficit pubblico. La revisione potrebbe avvenire per metà agosto, una volta conosciuto l'andamento dell'economia nel secondo trimestre del 2010.

La spinta ad adottare nuove misure di austerità è arrivata anche da Didier Migaud, presidente della corte dei conti francese, che ieri ha mostrato le sue preoccupazioni per la situazione delle finanze pubbliche francesi, definendola "estremamente grave". La Corte dei conti transalpina ha denunciato un defict strutturale che non dipende dalla crisi. Secondo gli ultimi numeri dell'Ufficio statistico di Parigi, il debito pubblico nazionale è aumentato nel primo trimestre dell'anno di 46,5 miliardi di euro raggiungendo quota 1.540 miliardi.

A tutto ciò si somma il malcontento che si respira all'Eliseo dopo lo scandalo delle spese eccessive, che ha già fatto cadere le prime teste. Il sottosegretario alla Cooperazione allo sviluppo, Alain Joyandet, e il sottosegretario con delega per il progetto Grande Parigi, Christian Blanc, si sono dimessi volontariamente prima del rimpasto annunciato per ottobre.

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