Ok della Troika alla tranche di aiuti da 8 miliardi: la Grecia allontana lo spettro del default

Inviato da Redazione il Mar, 11/10/2011 - 15:15

La Grecia ha qualche settimana in più per sperare che l'Europa e il G20 trovino una ricetta per evitare la bancarotta del Paese.
La Troika composta da Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale e Unione europea ha infatti dato il via libera alla sesta tranche di aiuti a favore della Grecia. La tranche, del valore di 8 miliardi di euro, sarà resa disponibile nella prima settimana di novembre, giusto in tempo per evitare un default del Paese. Il ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, aveva infatti anticipato che la Grecia sarebbe stata in grado di onorare i propri debiti solo fino a metà novembre. La concessione degli aiuti era stata più volte posticipata a causa del mancato rispetto dei parametri di crescita economica e di contenimento del deficit concordati tra Grecia e autorità internazionali. La prossima tranche di aiuti, la settima, verrà deliberata a fine dicembre.

Obiettivi non raggiungibili
L'annuncio dell'ok agli aiuti, giunto in conclusione della quinta missione della Troika in terra ellenica, è arrivato contestualmente a un nuovo allarme sulle capacità della Grecia di rispettare gli impegni presi. Il Paese, secondo quanto reso noto dai rappresentanti della comunità internazionale, non è più in grado di raggiungere gli obiettivi di bilancio fissati per il 2011 e per rispettare i target previsti per il 2013 e il 2014 dovrà intraprendere nuove misure di rigore. Non aiuterà il contesto economico di fondo, che secondo le ultime stime della Troika prevedono un ritorno alla crescita solo a partire dal 2013. Le uniche note positive arrivano dalle esportazioni, che sono tornate a risalire dai minimi toccati durante l'anno.

 
Decurtazione del valore dei titoli in  bilancio
Questa mattina intanto sono emerse le parole rilasciate nella serata di ieri dal presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, durante un'intervista a una televisione austriaca. Le perdite per i creditori sui titoli di Stato greci - secondo Juncker - potrebbero superare il 60% contro il 21% inizialmente ipotizzato dalle associazioni bancarie. I creditori si troverebbero in questo caso di fronte a una decurtazione (haircut)del valore dei titoli greci in portafoglio molto superiore a quella presa in considerazione nelle scorse settimane. 

 

COMMENTA LA NOTIZIA