Oggi l'esame delle offerte per Opel, Magna tenta il sorpasso

Inviato da Redazione il Ven, 22/05/2009 - 10:21

Salgono le quotazioni di Magna nella corsa a Opel. Nel giorno dell'esame delle offerte ricevute da parte del governo tedesco, la bilancia torna a pendere verso la società austro-canadese. Merito delle dichiarazioni del premier dell'Assia, land in cui ha sede uno degli impianti tedeschi di Opel, che si è detto deluso dell'offerta Fiat, ammettendo di preferire quella della società di componentistica in azione con il supporto della russa Gaz. La stessa preferenza, secondo Der Spiegel, sarebbe espressa da General Motors, la controllante tedesca di Opel, che porrebbe in seconda posizione l'offerta di Rhj International e in terza e ultima piazza la proposta di Fiat. Ci sarebbe però, almeno secondo indiscrezioni riportate oggi dal quotidiano La Repubblica, anche una quarta proposta d'acquisto, presentata da un gruppo cinese.

 

Il vantaggio di Magna si spiegherebbe anche se fossero verificate le ultime anticipazioni della stampa tedesca. Per Bild il piano di Magna sarebbe l'unico a prevedere anche una parte in cash (pari a 700 milioni) e rispetto alla proposta Fiat potrebbe mostrare un numero di esuberi inferiore di 8mila unità, ossia pari a 10mila.

 

E' dunque messo alla prova l'ottimismo dell'a.d. Fiat, Sergio Marchionne, che aveva indicato chance superiori al 50% per il Lingotto. Fiat però continua a dimostrare di voler fare sul serio. Con una nota il gruppo torinese ha annunciato di aver nominato Unicredit, Intesa e Goldman Sachs global coordinator per lo scorporo e la quotazione del settore auto, procedura prevista dalla struttura dell'operazione presentata in Germania, che prevede la creazione di una newco comprendente gli asset auto di Fiat, Chrysler e Gm Europe da quotare sulle principale Borse europee.

 

Sul fronte americano, qualcosa si muove con riferimento alla possibile composizione del board di Chrysler. Secondo Automotive News nel cda della casa di Detroit entrerebbero oltre a Marchionne, anche Alfredo Altavilla e Lucio Noto, ex vicepresidente di Exxon Mobil.

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