Oggi la Bce: previste una conferma dei tassi e poche sorprese dalla conferenza

Inviato da Valeria Panigada il Gio, 04/10/2012 - 09:05

Oggi è il giorno delle banche centrali, Bank of England e Banca centrale europea. Per quanto riguarda la prima, non dovrebbe giungere nessuna novità e nessun commento sulla decisione. La sua politica monetaria è segnata con i tassi di interesse allo 0,50% e il programma di acquisto di asset a 375 miliardi di sterline, mentre le minute del board verranno rese pubbliche solo tra due settimane. Poche novità dovrebbero giungere anche dalla Bce. Qualche analista si aspetta un taglio dei tassi di interesse di un quarto di punto percentuale, ma il consenso generale è quello di una conferma del costo del denaro all'attuale 0,75%.

Pochi spunti dovrebbero giungere anche dalla conferenza stampa del presidente Mario Draghi (in agenda alle 14.30 ore italiane) dopo che nella riunione di settembre ha rivisto al ribasso le stime macroeconomiche sull'Eurozona e ha annunciato l'Outright Monetary Transactions (Omt), il piano che prevede da parte della Bce l'acquisto illimitato di bond degli Stati dell'Eurozona con scadenza fino a tre anni.

Parola agli analisti
"Ci aspettiamo che la Bce riaffermi la sua posizione accomodante", sostengono a Barclays, precisando: "i tassi rimarranno intorno agli attuali livelli bassi", un taglio è atteso solo nei prossimi mesi. E di più: "Non ci aspettiamo che la Bce faccia osservazioni che producono una reazione di mercato significativa". Dello stesso parere anche gli analisti di Ing, che spiegano: "Sebbene un taglio dei tassi potrebbe essere facilmente giustificato dalle terribili prospettive economiche, riteniamo che la Bce non sia ancora disposta a sparare questo ultimo colpo in canna". Anche per loro una revisione dei tassi sarà probabile solo nei prossimi mesi. Fxcm si schiera anche lei tra quelli che non vedono la possibilità di un ritocco a ribasso del costo del denaro "in quanto  - spiega - essa andrebbe contro la ratio di sterilizzazione di eventuali interventi monetari sui mercati secondari dei bond governativi".

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