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Ocse taglia stime globali causa difficoltà economie emergenti, alzate invece quelle su Italia

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Le economie emergenti non mancheranno di pesare sulle prospettive di crescita globali. Il nuovo allarme arriva dall’Ocse che nel suo nuovo Economic Outlook vede la crescita globale indebolirsi a +2,9% quest’anno, ben al di sotto della media di lungo periodo, a causa dell’ulteriore forte calo nelle economie emergenti e del commercio mondiale. Gli emergenti che sono visti dall’Ocse come una fonte di incertezza per le prospettive a breve termine. 
Nel suo Economic Outlook semestrale l’OCSE vede comunque un graduale rafforzamento della crescita globale nel 2016 e 2017 con tassi di crescita rispettivamente del 3,3% e del 3,6%. “Ma una chiara ripresa delle attività richiede un riequilibrio regolare delle attività in Cina e investimenti più robusti nelle economie avanzate”, sottolinea il rapporto pubblicato oggi. Le precedenti stime erano di +3,1% per quest’anno +3,6% nel 2016.
Presentando a Parigi il nuovo outlook, il segretario Generale dell’OCSE, Angel Gurría, ha rimarcato che il rallentamento del commercio mondiale e la perdurante debolezza degli investimenti sono “profondamente preoccupanti”.
Per l’Italia alzate a +0,8% stime Pil 2015 e +1,4% quelle su 2016 
Revisione al rialzo invece delle stime sull’economia italiana. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico nel suo Economic Outlook vede il Pil italiano espandersi quest’anno al ritmo dello 0,8% per poi accelerare a +1,4% sia nel 2016 che nel 2017. Rispetto a quanto indicato nell’Interim Economic Outlook di settembre, le nuove stime Ocse risultano riviste al rialzo dello 0,1 per cento sia per il 2015 che per il 2016. 
Le proiezioni Ocse si collocano poco sotto a quelle del governo italiano che indica un +0,9% per il 2015 e +1,6% per il pil 2016. 

Tengono Usa ed Eurozona 
Tra le principali economie globali l’Ocse vede gli Stati Uniti continuare su una traiettoria di crescita solida, spinti dalla domanda delle famiglie, con l’espansione del PIL che dovrebbe essere del 2,5% l’anno prossimo e del 2,4% nel 2017.
La ripresa nella zona euro è destinata a rafforzarsi, secondo l’Ocse, aiutata da una politica monetaria accomodante, i prezzi del petrolio più bassi e un minore focus sul risanamento del bilancio. L’attività nell’area dell’euro è così prevista in crescita dell’1,8% nel 2016 e dell’1,9% nel 2017.

Per la Cina sfide significative 
La crescita economica della Cina è vista a rallentare al 6,8% nel 2015 e continuare a ridursi gradualmente nei prossimi anni scendendo al 6,2% entro il 2017 con attività riequilibra verso il consumo e i servizi. “Il raggiungimento di questo riequilibrio, evitando una forte riduzione della crescita del PIL e contenimento dei rischi per la stabilità finanziaria, presenta sfide significative”, rimarca il rapporto Ocse.