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Ocse: nel 2016 Cina prima economia mondiale, Italia a rilento ma meglio dei tedeschi

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L’invecchiamento della popolazione rema contro le principali economie avanzate, in particolare il Giappone e quelle europee. Trend che nei prossimi anni dovrebbe incidere sulla produttività di questi Paesi penalizzandoli a livelli di tassi di crescita rispetto a realtà emergenti più dinamiche. Le previsioni di lunghissimo periodo diffuse oggi dall’Ocse vedono l’Italia terza dietro Giappone e Germania per tasso invecchiamento popolazione (ultra 65enni nella penisola saranno il 40% degli italiani nel 2030) e questo contribuirà a un sentiero di crescita lenta. Il rapporto sulle prospettive di crescita economica a lungo periodo curato dall’Ocse vede l’Italia crescere al ritmo dell’1,3% annuo nel periodo 2011-2030 e dell’1,5% tra il 2030 e il 2060.

Previsioni al 2060: Italia crescerà dell’1,4% annuo, Germania farà peggio
Complessivamente la crescita media dell’1,4% nel periodo 2011-2060 dell’Italia risulterebbe superiore a quella della Germania. Infatti la prima economia europea secondo l’Ocse farà segnare un +1,1% medio annuo, peggio dell’Italia e anche della media dei paesi dell’area Ocse, stimata pari al 2%. Tra i principali Paesi fanno meglio gli Stati Uniti, +2,1% annuo nel periodo 2011-2060, stesso tasso di crescita per la Gran Bretagna e la Svizzera, +1,6% per la Francia e +1,7% per la Spagna. Tra i Paesi emergenti il ritmo di crescita più elevato da qui al 2060 dovrebbe tenerlo l’India con un +5,1% annuo, seguita dall’Indonesia con +4,1% e solo terza la Cina con +4% annuo.

Già nel 2016  il sorpasso cinese agli Stati Uniti
L’equilibrio del potere economico nel corso dei prossimi 50 anni si sposterà enormemente con le economie a rapida crescita dei mercati emergenti che rappresenteranno una quota sempre maggiore della produzione mondiale. “I divergenti modelli di crescita a lungo termine porteranno a cambiamenti radicali nella dimensione relativa delle economie”, rimarca il rapporto curato dall’Organizzazione con sede a Parigi che prevede che  gli Stati Uniti cederanno il posto di più grande economia del mondo alla Cina già nel 2016. E nel lungo termine anche il Pil dell’India dovrebbe passare quello degli Stati Uniti. Insieme, i due giganti asiatici supereranno nel 2060 per dimensioni quelle delle nazioni del G7 messe insieme. In particolare ci saranno i Paesi con rapido tasso di invecchiamento della popolazione, come il Giappone e quelli dell’area dell’euro, che a poco a poco perderanno terreno nello scacchiere globale superati da quelli con una popolazione più giovane, come l’Indonesia e il Brasile.
“La crisi economica che abbiamo vissuto per gli ultimi cinque anni alla fine sarà superata – ha commentato il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, – ma i nostri figli e nipoti erediteranno un mondo completamente diverso dal nostro”. “Ci troveremo ad affrontare nuove sfide per garantire un mondo prospero e sostenibile per tutti – prosegue Gurria – con educazione e produttività che saranno i principali motori della crescita futura, e dovrebbero rappresentare le priorità politiche in tutto il mondo”.