1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Ocse: già nel 2016 Cina prima economia mondiale davanti agli Usa

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

L’equilibrio del potere economico nel corso dei prossimi 50 anni si sposterà enormemente con le economie a rapida crescita dei mercati emergenti che rappresenteranno una quota sempre maggiore della produzione mondiale. Lo rimarca il nuovo rapporto Ocse sulle prospettive economiche di lungo periodo. “I divergenti modelli di crescita a lungo termine porteranno a cambiamenti radicali nella dimensione relativa delle economie”, rimarca il rapporto curato dall’Organizzazione con sede a Parigi che in primo luogo prevede che gli Stati Uniti cederanno il posto di più grande economia del mondo alla Cina già nel 2016. E nel lungo termine anche il Pil dell’India dovrebbe passare quello degli Stati Uniti. Insieme, i due giganti asiatici supereranno presto per dimensioni quelle delle nazioni del G7 messe insieme. In particolare poi ci saranno i Paesi con rapido tasso di invecchiamento della popolazione, come il Giappone e quelli dell’area dell’euro che a poco a poco perderanno terreno nello scacchiere globale superati da quelli con una popolazione più giovane, come l’Indonesia e il Brasile.

Commenti dei Lettori
News Correlate
Audizione governatore Federal Reserve

Powell (FED): “UE non è nemica degli USA”

Smentisce le parole del presidente Donald Trump pronunciate qualche giorno fa alla vigilia del summit Nato il numero uno della FED, Jerome Powell. “Crede che l’Unione europea sia un nemico …

Summit a Washington

Dazi: il prossimo 25 luglio incontro Trump-Juncker

Il prossimo 25 luglio il presidente della Commissione ue, jean-Claude Juncker, incontrerà il presidente degli USA Donald Trump a Washington. L’incontro verterà sulla questione commerciale come sottolinea la stessa Commissione …

Dati Ufficio statistica nazionale

Gran Bretagna: occupazione a livelli record

In Gran Bretagna l’occupazione ha raggiunto un livello record nei tre mesi fino a maggio e le pressioni salariali hanno mostrato pochi segni di riduzione, mantenendo la Banca d’Inghilterra sulla …