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Obbligazioni paesi emergenti: un ciclo completo (Fondionline.it) -3

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Il Cile è un altro paese virtuoso dell’America Latina. Santiago dispone di un equilibrio fiscale e finanziario invidiabile per i paesi dell’area. Le riserve in valuta estera sono più del doppio di quelle utilizzate dal Tesoro per garantire il debito estero. Le imprese private devono ancora restituire molti soldi ai creditori internazionali, ma la quantità è modesta rispetto all’ammontare dei flussi di cassa. E il governo cileno è andato anche oltre: attualmente l’attivo eccede ampiamente l’ammontare di obbligazioni emesse. Il governo ha ripagato i suoi debiti (che si avvicinavano al 50% del Pil nel 1990, ed erano al 9% del Pil nel 2005).
Il Messico è un altro caso di successo. Il suo debito estero ammontava al 26% del Pil nel 2000. Alla fine del 2005 si era ridotto all’8,3%. Il rischio paese – pari a circa 800 baisi points nel 1999- è caduto fino a quota 155. Il debito pubblico complessivo, misurato in dollari Usa, è cresciuto del 28% dal 2000 al 2005, ma durante lo stesso periodo il Pil in Usd si è impennato del 45%, provocando una contrazione relativa delle dimensioni del debito.
Il prossimo passo per questi tre paesi è canalizzare i flussi di investimento verso nuovi business che dimostrino di avere il potenziale per crescere rapidamente e creare posti di lavoro per i giovani, evitando l’emigrazione di massa delle persone più istruite. A cura di www.fondionline.it