Obama-Romney: sarà testa a testa. Decisivo il voto dell'Ohio

Inviato da Floriana Liuni il Ven, 26/10/2012 - 16:50

Si è già recato alle urne Barack Obama, che, approfittando della possibilità tutta americana di votare in anticipo, ha già depositato il proprio voto in un seggio di Chicago, Illinois. "Sarà un testa a testa" avrebbe affermato il presidente uscente, parlando delle elezioni del prossimo 6 novembre ed esortando i volontari del partito di Chicago a lavorare sodo nei prossimi 12 giorni per esortare gli elettori a non disertare le urne. "La buona notizia è che se i nostri andranno a votare, vinceremo sicuramente", avrebbe detto Obama.
Il presidente Usa mostra di avere ben chiara la situazione. A dispetto dei sondaggi che danno Obama nettamente in vantaggio su Romney, infatti, secondo ING il vantaggio del presidente in carica si ridurrebbe a soli 24 voti. "Probabilmente non è un'esagerazione pensare che al momento sia Romney che Obama prometterebbero qualsiasi cosa per qualche voto in più",  commentano gli analisti che, numeri alla mano, delineano una situazione pre-elettorale negli Stati Uniti in cui le probabilità di vittoria tra Obama e il suo sfidante repubblicano sono praticamente pari. A questa conclusione giunge il sondaggio di RealClear Politics, utilizzato dal team di ricerca dell'istituto olandese, che conteggia anche gli Stati "indecisi" e quelli non schierati, in cui le probabilità di vittoria di un partito piuttosto che dell'altro sono identiche. In questo scenario, gli Stati decisivi sarebbero l'Iowa e l'Ohio, che potrebbero dare ad Obama rispettivamente 18 e 6 voti. Mentre però il candidato democratico potrebbe sopportare un cambio di casacca dell'ultimo minuto da parte dell'Iowa, così non sarebbe per l'Ohio, che votando in maggioranza Romney farebbe pendere decisamente la bilancia a suo favore.
Anche per Romney esistono Stati incerti: la Florida propende per lui, ma con un risicato vantaggio dell'1,8%, mentre i 13 voti della Virginia potrebbero andare altrettanto facilmente ad Obama quanto a Romney, decidendo così le sorti dei prossimi quattro anni americani.

 

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