Obama parte sfavorito nelle elezioni di mid term, i repubblicani vogliono il Congresso -1-

Inviato da Redazione il Lun, 01/11/2010 - 11:27
Il momento della verità per Barack Obama è arrivato. Domani gli americani saranno chiamati alle urne per rinnovare l'intera Camera, un terzo del Senato e 37 governatori su 50. Sono le cosiddette elezioni di "mid term" che, come capita di frequente, si sono trasformate in un referendum sul presidente eletto due anni fa. Gli ultimi sondaggi parlano di un ribaltone alla Camera, che passerebbe quindi in mano ai repubblicani, mentre l'esito al Senato è più incerto che mai. Obama sa di rischiare tutto e, se le previsioni dovessero venir confermate, il prossimo biennio potrebbe essere il teatro del "gridlock", ovvero della paralisi di Governo con un presidente democratico e un Congresso in mano al Grand Old Party.

Tutto il dibattito intorno alle elezioni ruota intorno all'economia. E non potrebbe essere altrimenti, vista la fatica dell'America a rialzarsi dalla più grande recessione mai capitata dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. La prima lettura del Pil del terzo trimestre ha certificato questa debolezza: +2% dopo il +1,7% del secondo trimestre, i più bassi livelli di crescita in un periodo post-recessione. Ma la grande spina nel fianco dell'amministrazione Obama si chiama disoccupazione. La percentuale dei senza lavoro sfiora i 10 punti percentuali, per salire negli Stati più popolosi: California, Florida, Michigan. La Florida, inoltre, detiene un primato non invidiabile: il record dei pignoramenti di case, saliti del 12% a 157 mila case nel periodo luglio-settembre.
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