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Nyse-Euronext, Parigi e New York si riavvicinano

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Si riducono le distanze tra New York e Parigi per l’affare Euronext-Nyse. In settimana c’è stato un incontro nella capitale francese tra John Thain, chief executive della New York Stock Exchange, e Michel Prada, presidente di Autoritè des Marchès Financiers. Centro della discussione le preoccupazioni europee sulle eventuali interferenze d’oltreoceano nella regolamentazione dei mercati finanziari del vecchio continente in caso di fusione. Preoccupazioni che non affliggono Prada che anzi, “è sinceramente convinto che la giurisdizione della Sec rimarrebbe confinata agli Stati Uniti”. Come affermato dal timoniere del Nyse e ribadito dall’autorità di controllo francese. Da Parigi, infatti, arrivano conferme dell’incontro e fanno sapere che “alle condizioni attuali del progetto” Prada non ha obiezioni. Queste dichiarazioni sono in controtendenza rispetto al clima generale delle istituzioni europee, decisamente orientate ad una fusione in ambito continentale tra Euronext e Deutsche Boerse, caldeggiata esplicitamente ieri da Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, con il sostegno di Angela Merkel, cancelliere tedesco. Francoforte ha rilanciato la sua offerta, la cui convenienza, secondo Thain, è solo momentaneamente esaltata dal calo delle azioni Nyse, dovuto a massicce vendite a breve da parte di hedge fund. Inoltre ritiene che la nascita di un listino franco-tedesco non sarebbe un buon affare per Parigi, perché Euronext avrebbe un ruolo di secondo piano e perché non darebbe alla luce un attore competitivo, né con il Nyse, né con Londra. John Thain è dunque deciso a non farsi scivolare di mano l’affare, e il viaggio a Parigi n’è una testimonianza.