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Nuovo tonfo dell’export in Cina, mentre il Giappone schiva la recessione tecnica

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Ancora deboli indicazioni in arrivo da Pechino. Questa notte i riscontri della bilancia commerciale cinese confermano il momento di difficoltà della seconda economia mondiale con un nuovo calo delle esportazioni nel mese di novembre, il quinto consecutivo. Segno meno anche per le importazioni, ma in questo caso meno marcato del previsto. 
Surplus commerciale scende a sorpresa a 54,1 mld $
A novembre il surplus della bilancia commerciale della Cina si è così attestato a 54,1 miliardi di dollari dai 61,64 miliardi precedenti. Il consensus di mercato era per un lieve aumento a 62,8 miliardi. Continua a calare l’export sceso per il quinto mese consecutivo con una flessione del 6,8% annuo, peggio rispetto al -5% previsto dagli analisti. Le importazioni sono a loro volta calate lo scorso mese dell’8,7% (consensus era -12,6%). Per l’import si tratta del 13esimo ribasso consecutivo. 

Giù azioni cinesi, yuan ai minimi dal 2011 
Deboli indicazioni che hanno fatto scattare le vendite sull’azionario cinese. Lo Shanghai Composite Index dè scivolato oggi dell’1,9 per cento, mentre a Hong Kong l’indice Hang Seng è sceso dell’1,6%. Sul valutario lo yuan viaggia sui minimi a oltre 4 anni contro il dollaro (dati China Foreign Exchange Trade System riportati da Bloomberg). 

Il Giappone evita la recessione
Indicazioni migliori del previsto invece quelle in arrivo dal Giappone. Il prodotto interno lordo del paese nipponico nel terzo trimestre evidenzia un segno più piuttosto che la contrazione evidenziata nella prima lettura evitando così l’ingresso in recessione tecnica. I dati diffusi questa notte da Tokyo evidenziano un pil annualizzato salito dell’1 per cento nei tre mesi chiusi al 30 settembre rispetto al trimestre precedente. La lettura preliminare aveva invece evidenziato un -0,8%. Il consensus era per un +0,2%. Su base trimestrale il progresso risulta dello 0,3% per cento. Nel secondo trimestre il Giappone aveva riportato un calo del Pil dello 0,5% annualizzato.