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Nuovo tonfo del petrolio, Wti sotto quota 65 $. Potrebbe scendere fino a 30 dollari al barile?

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Non conosce sosta la discesa dei prezzi del petrolio. la settimana è iniziata con un nuovo scrollone ribassista dei prezzi di Wti e Brent, scesi ai minimi dal 2009, complice ancora l’onda lunga del nulla di fatto da parte dell’Opec e i deboli riscontri arrivati dal Pmi cinese. 

A novembre crollo del 18%, mai così male dal 2008 
In avvio di giornata il future sul Wti con scadenza gennaio 2015 è sceso fino a 63,75 dollari al barile, nuovi minimi dal luglio 2009, per poi risalire poco sopra area 65 dollari. La scorsa settimana il Wti ha ceduto oltre il 10% portando il saldo di novembre a -18% circa, il peggior mese dall’ottobre 2008. Nuovi minimi dal 2009 anche per il Brent sceso fino a un minimo a 67,53 dollari. Da inizio anno il prezzo del petrolio del Mar del Nord ha ceduto il 38%. 

Pmi Cina sotto attese, S&P vede 25% rischio crescita “solo” al 6% 
Pesano anche i deboli riscontri arrivati dalla Cina. L’indice Pmi manifatturiero in Cina è sceso a novembre a 50,3 punti dai 50,8 punti della precedente rilevazione e ai 50,5 punti atteso dagli analisti. L’agenzia di rating Standard & Poor’s ritiene che nei prossimi 12 mesi il Pil cinese segnerà un progresso intorno al 7%, ma vede una probabilità intorno al 25% che il rallentamento si più acuto con crescita intorno al 6%. 

Edwards (Canadian Natural Resources) non esclude crollo temporaneo fino a 30 $
Repentina discesa dei prezzi del petrolio che potrebbe diventare ancora più acuta nei prossimi mesi. Secondo Murray Edwards, presidente di Canadian Natural Resources – uno dei maggiori produttori di petrolio e gas del Canada – i prezzi potrebbero scivolare fino a quota 30 o 40 dollari così come successo nel 2008 quando scesero, per un breve periodo, a 35 dollari. “Non credo che rimarrà a livelli così bassi a lungo anche perchè dovrebbe materializzarsi un aumento della domanda”, ha precisato Edward che vede un prezzo di equilibrio in area 70-75 dollari al barile.