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Nuovo tonfo del petrolio affossa le Borse, Piazza Affari scivola ai minimi a un anno

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E’ ancora il petrolio a guidare l’umore dei mercati. Il nuovo brusco tonfo delle quotazioni di Wti e Brent, tornati entrambi sotto quota 30 dollari al barile, si fa sentire sui mercati europei che dopo una partenza cauta hanno accelerato con decisione al ribasso. Parigi e Francoforte cedono circa l’1%, fa molto peggio Piazza Affari con il Ftse Mib arrivato a cederequasi il 2% affossato dalla debolezza del comparto oil e di quello bancario. 

Piazza Affari ha già perso il 9% da inizio anno, soffrono oil e bancari 
L’indice guida di piazza Affari è sceso sotto la soglia dei 19.500 punti, aggiornando i minimi dal gennaio 2015. Da inizio anno il Ftse Mib ha già perso oltre il 9%. 
Sul parterre milanese pagano dazio tutti i testimonial bancari con Unicredit in calo di oltre il 3%, così come Bper. Vendite diffuse anche su Mps (-2,64%) e Ubi (-271%). Il tonfo del petrolio pesa sui titoli oil con Eni in calo del 2,3%, Saipem del 2,7% e Tenaris del 3,8%. Tra i peggiori di giornata anche CNH (-5,5%) che è stata anche sospesa per eccesso di ribasso. oggi gli analisti di Credit Suisse hanno avviato la copertura su CNH con giudizio underperform e target price a 5,4 euro per azione. Male anche STM (-2,7%) che pagai deboli riscontri arrivati da Intel. 

L’Iran potrebbe ottenere già settimana prossima lo sblocco delle sanzioni e quindi contribuire  a incrementare l’eccesso di offerta di petrolio a livello globale. Il portavoce del Dipartimento di Stato statunitense, John Kirby, ha detto che il reattore nucleare iraniano di Arak è stato spento, una mossa fondamentale per l’attuazione del patto sul nucleare di Teheran raggiunto lo scorso anno con le maggiori potenze mondiali. Ora l’Iran aspetta che l’International Atomic Energy Agency emetta oggi il rapporto finale confermando che il Paese mediorientale ha rispettato tutti gli obblighi dell’accordo nucleare.
Il petrolio Wti ha toccato in questi minuti i nuovi minimi dal 2003 a 29,62 dollari al barile, con un calo giornaliero di quasi il 5%.