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Nuovo passo falso per la fiducia di consumatori e imprese

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Si conferma l’arretramento estivo della fiducia di consumatori e imprese italiane. I dati di agosto diffusi oggi dall’Istat evidenziano un calo per entrambi gli indicatori con riscontri peggiori rispetto a quanto atteso dagli analisti. In particolare si conferma per il quarto mese consecutivo un deterioramento per i consumatori del sentiment sulla situazione economica e peggiorano anche le aspettative sulla disoccupazione. 

L’indice del clima di fiducia dei consumatori ad agosto è passato a 109,2 punti dai 111,2 di luglio (dato rivisto da 111,3). Il consensus degli analisti era per un calo meno marcato a 110,5. Tutte le stime riferite alle componenti del clima di fiducia dei consumatori registrano una flessione: il clima economico passa da 129,8 a 125,5, diminuendo per il quinto mese consecutivo; le componenti personale, corrente e futura, dopo l’aumento registrato a luglio, tornano a posizionarsi sui livelli del mese di giugno. Più in dettaglio, il clima personale passa da 105,0 di luglio a 103,6, quello corrente da 109,1 a 107,2 e quello futuro da 114,8 a 112,2. 
L’istat rimarca come le opinioni dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese si confermano in peggioramento per il quarto mese consecutivo (il saldo dei giudizi passa da -54 a -60 e quello delle aspettative da -9 a  15), mentre i giudizi sull’andamento dei prezzi nei passati 12 mesi e le attese per i prossimi 12 mesi registrano un incremento (da  31 a -22 e da -30 a -27). Peggiorano le aspettative sulla disoccupazione (da 30 a 35, il saldo).

Cali generalizzati anche per le imprese  
Peggiore del previsto anche il dato sulla fiducia delle imprese. L’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere elaborato dall’Istat evidenzia un calo a 101,1 punti dai 102,9 precedenti (il consensus era 102,5). In calo anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese, sceso ad agosto a 99,4 punti dai 103 precedenti. Discesa più marcata nel settore dei servizi di mercato (da 108,3 a 102,4) e nel commercio al dettaglio (da 101,3 a 97,1). In calo anche quella delle costruzioni (da 126,2 a 123,5). Nelle imprese manifatturiere peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia, lievemente, le attese sulla produzione (da -14 a -18 e da 10 a 9, rispettivamente). I giudizi sulle scorte rimangono stabili (il saldo è a quota 3 per il quarto mese consecutivo).