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Nuovo gas all’opzione speculativa su Tiscali

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Tiscali ancora in un turbine di indiscrezioni. Dopo le voci di Opa dei giorni scorsi i rumor riguardano sempre più insistentemente modifiche negli assetti di vertice che potrebbero preludere a variazioni nel controllo.


Già nel fine settimana sulla stampa erano apparse indiscrezioni che vorrebbero in uscita l’attuale a.d. Tommaso Pompei. Ipotesi ieri smentita dalla società, secondo cui allo stato non sarebbe stata presa alcuna decisione su un possibile cambio ai vertici. Oggi però la stampa quotidiana rincara la dose, facendo anche il nome del possibile successore, identificato in Mario Rosso, attuale consigliere di amministrazione e in passato vice presidente esecutivo di Tiscali a livello pan-europeo e di due advisor già contattati per valorizzare la società. E’ il quotidiano Mf a riportare indiscrezioni secondo cui Jp Morgan e Morgan Stanley sarebbero state contattate in qualità di advisor per la valorizzazione dell’azienda con modalità condivise con il resto del cda.  

Management in uscita e nomina degli advisor potrebbero essere un mix formidabile per l’appeal speculativo del titolo, che nel momento in cui si scrive avanza dell’1,3% a 1,859 euro e che nell’ultimo mese ha messo a segno un progresso superiore al 40 per cento in scia ai ventilati interessi di Vodafone, British Telecom e Swisscom, che in Italia già controlla Fastweb. Secondo gli analisti di Euromobiliare l’opzione speculativa porterebbe a valorizzare l’azienda 2,19 euro. “L`uscita di Pompei da sola – commentano in una nota dalla Sim milanese – non ci sarebbe sembrata un elemento sufficiente per motivare la speculazione, in quanto Pompei non ci è sembrato avverso in questi mesi all`opzione speculativa. Accompagnata però alla nomina di un advisor finalizzata alla valorizzazione dell`azienda darebbe forte credito all`opzione speculativa”. Fondamentale potrebbe essere a questo punto l’appuntamento di domani, quando sempre secondo indiscrezioni non confermate si dovrebbe tenere un cda della società sarda.


Intanto ieri il mercato è stato informato di alcuni movimenti nel capitale di Tiscali emersi dalle comunicazioni Consob. Si tratta tuttavia di operazioni già preventivate. Il fondatore della società, Renato Soru, ha limato la propria partecipazione al 25% dal precedente 27,5 per cento. Buona parte della diminuzione (l’1,78%) è però da ascrivere al rimborso del prestito equity-linked da 210 milioni di euro del 2006. Altri ritocchi delle quote hanno riguardato Deutsche Bank, che si è portata sopra la soglia rilevante del 2% al 2,195 per cento.