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Nuovo capitolo del Dieselgate: questa volta è coinvolta FCA. Crollo del titolo sul listino milanese

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“Ancora una volta, una grande casa automobilistica ha aggirato le regole”. Questo il commento di Mary D. Nichols, presidente della California Air Resources Board, alla nota con cui l’Agenzia per la protezione ambientale statunitense (EPA, Environmental Protection Agency) ha notificato a Fiat Chrysler Automobiles e a FCA US la violazione del Clean Air Act.

Stando all’accusa, la casa automobilistica avrebbe installato un software per modificare le emissioni nei motori diesel. Ad essere coinvolti sono circa 104 mila Jeep Grand Cherokees e Dodge Ram prodotti tra il 2014 e il 2016 con motori diesel a 3 litri. La diffusione della notizia ha fatto crollare il titolo FCA sul listino milanese che, dopo esser stato sospeso per eccesso di ribasso, ha terminato in rosso del 16,14% a 8,78 euro.

“L’installazione di un software che modifica le emissioni di un motore rappresenta una grave violazione della legge”, ha detto  Cynthia Giles dell’EPA. Secondo i dettami del Clean Air Act, le case automobilistiche devono sottostare a un processo di certificazione per dimostrare che i loro prodotti rispettano gli standard ambientali. “FCA –si legge nella nota dell’EPA- non ha svelato l’esistenza di dispositivi ausiliari per il controllo delle emissioni nella sua domanda per i certificati di conformità per i modelli di Jeep Grand Cherokees e Dodge Ram 1500 del 2014, 2015 e 2016 nonostante sia stata avvisata che una tale comunicazione era obbligatoria”.

FCA US: nostre strategie di controllo non costituiscono “defeat devices”
Pronta la replica di FCA US che si è detta “contrariata” ed ha ribadito di aver rispettato le normative. “FCA US intende collaborare con l’Amministrazione subentrante per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo, rassicurando l’EPA ed i clienti di FCA US sul fatto che i veicoli diesel della società rispettano tutte le normative applicabili”.

“I motori diesel di FCA US sono equipaggiati con hardware di controllo delle emissioni all’avanguardia, ivi incluso la tecnologia selective catalytic reduction (SCR). Ogni costruttore automobilistico deve utilizzare varie strategie per controllare le emissioni al fine di realizzare un equilibrio tra le prescrizioni di EPA relative al controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e le prescrizioni relative alla durata, prestazioni, sicurezza e contenimento dei consumi”.

In questo contesto, “FCA US ritiene che i propri sistemi di controllo delle emissioni rispettino le normative applicabili”. FCA US “ha speso mesi nel fornire una mole di informazioni all’EPA e ad altre autorità governative” e “proposto diverse iniziative per risolvere le preoccupazioni dell’EPA”.  FCA US auspica fortemente di poter avere quanto prima la possibilità di incontrare le autorità “per dimostrare che le strategie di controllo di FCA sono giustificate e pertanto non costituiscono ‘defeat devices’ “.