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Nuovo calo per le posizioni rialziste sul dollaro

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Andamento altalenante per il dollar index. Seduta a due velocità per l’indice del dollaro che dopo esser stato penalizzato dall’aggiornamento relativo gli ordini di beni durevoli, il cui calo riduce le probabilità che la Fed possa metter mano al piano di acquisto asset a partire da settembre, attualmente scambia sostanzialmente piatto a 81,435 punti.

Causa la contrazione degli ordinativi di parti di velivoli, computer e attrezzature per la difesa, il mese scorso l´indice che misura l´andamento degli ordini di beni durevoli ha evidenziato un rosso del 7,3%. Dopo il +3,9% di giugno gli analisti avevano stimato una contrazione del 4%. Per il dato, che veniva da tre incrementi consecutivi, si tratta del calo maggiore da 11 mesi.

Il recupero del biglietto verde è stato agevolato da un altro indice macroeconomico, quello relativo l’attività manifatturiera dell’area di Dallas che ad agosto è salito a 5 punti, 0,6 in più rispetto alla precedente rilevazione (analisti 3,9 punti).

I dati diffusi dalla Commodity Futures Trading Commission hanno evidenziato che nella settimana al 20 agosto gli operatori non-commerciali hanno ridotto le posizioni rialziste sul dollaro di 4 miliardi a 13,5 miliardi di dollari di controvalore. Il dato, al quinto calo consecutivo, riflette la convinzione che la Fed potrebbe attendere ancora qualche mese prima di ridurre il quantitative easing (attualmente pari a 85 miliardi mensili).

A livello di singoli cross, le statistiche Cftc hanno mostrato un incremento delle posizioni nette lunghe sull’euro (differenza tra contratti rialzisti e ribassisti) da 16,1 a 36,7 mila. Un mese fa i contratti “short” superavano quelli “long” di 37,1 mila unità.

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