Nuovi record per euro, petrolio e oro

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Non accenna a placarsi la corsa verso le commodity. Nella notte le quotazioni di oro e petrolio hanno toccato nuovi massimi storici rispettivamente a 975 e 103,05 dollari. Il record dell’oro è stato raggiunto durante le contrattazioni elettroniche dopo che la sessione regolare si era chiusa poco sopra quota 970.


 

A trainare gli acquisti sulle materie prime è ancora la debolezza del dollaro, con l’euro anch’esso al record di 1,5239 contro il biglietto verde, che rende più conveniente per gli investitori internazionali l’acquisto di commodity denominate nella divisa americana. Ma sull’ascesa delle quotazioni di oro e petrolio influisce anche il loro carattere di beni rifugio in un frangente in cui emergono sempre più dubbi sulla tenuta dell’economia americana. Ieri il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, non ha escluso il verificarsi di fallimenti di istituti bancari di dimensioni minori nei prossimi mesi, mentre montano, a livello globale, le attese di una risalita dell’inflazione. Gli investitori cercano dunque rifugio nelle commodity anche come risposta ai maggiori rischi percepiti sugli altri asset.


 


Il barile è invece giunto a superare i 103 dollari, ulteriormente rafforzato dalla notizia della chiusura di un oleodotto da parte della compagnia statale Petroecuador. Ai livelli attuali il greggio viaggia su valori anche superiori a quelli toccati nel 1980, in termini reali corrispondenti a 102,53 dollari. Intanto ieri nei distributori italiani si è registrato un altro record, quello del gasolio, salito a 1,336 euro al litro, ormai molto vicino al prezzo della benzina verde. E all’orizzonte non si prevedono schiarite. In vista del vertice Opec del prossimo 5 marzo i Paesi del cartello paiono infatti intenzionati a mantenere inalterate le quote produttive.