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Nuovi minimi per il dollaro contro l’euro. Oro e petrolio continuano la corsa

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Pause brevi, piccoli intervalli per portare a casa i guadagni e poi petrolio e oro ripartono per segnare nuovi massimi in una corsa che da inizio anno è stata senza fine. Nel frattempo il dollaro continua ad affondare, rispecchiando l’umore negativo dei mercati azionari e le difficoltà dell’economia Usa. E’ soprattutto la debolezza del biglietto verde, più che la forza della valuta unica europea, a spingere il cross euro/dollaro verso nuovi record. In mattinata si è toccata quota 1,5592 dollari per un euro mentre contro lo yen il dollaro è sceso a 100,03, il minimo degli ultimi dodici anni. La debolezza del dollaro si riflette anche sulla corsa delle materie prime con il petrolio giunto al nuovo record a 110,20 dollari al barile nella serata di ieri mentre il bene rifugio per eccellenza, l’oro, si avvia a testare i precedenti record di quota 991,90 dollari per oncia muovendosi nei dintorni dei 985 dollari.



D’altronde il flusso di notizie che proviene dagli Stati Uniti sembra peggiorare di giorno in giorno con uno stato recessivo che solo alcuni parametri tecnici ancora non confermano. E gli interventi messi in atto dalla Federal Reserve, dai netti tagli dei tassi di interesse alle iniezioni di liquidità non sembrano per il momento sortire effetti che vadano oltre un rimbalzo di breve periodo per i mercati azionari. Servono, tuttavia, a indebolire il dollaro a fronte di una Banca centrale europea che si sta muovendo con molta prudenza in direzione di un possibile allentamento della politica monetaria nel Vecchio continente.

In attesa che il ritardo che tipicamente hanno a manifestarsi gli effetti degli interventi di politica monetaria e dell’implementazione dei provvedimenti di stimolo fiscale previsti dall’amministrazione Bush, a dominare l’attenzione sono ancora una volta le preoccupanti notizie che giungono dal comparto finanziario. La controllata olandese del fondo Carlyle, Carlyle Capital Corporation, non è stata in grado di onorare 16,6 miliardi di dollari di debito in scadenza al 12 marzo e tutti i debiti in scadenza successivamente sono ora attesi al default. Lo ha reso noto la stessa compagnia quotata ad Amsterdam dopo il fallimento della ricerca di un accordo con i creditori.