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Nuova tegola per i mercati: frode da 50 mld $ mina la credibilità degli hedge

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Un’altra grave crisi di fiducia rischia di abbattersi sui mercati finanziari. Crisi di cui i ribassi odierni potrebbero rappresentare solo i prodromi. E non è un caso che i cali delle Borse di oggi siano determinati in misura maggiore dai titoli finanziari piuttosto che da quelli automobilistici (dopo il no del Senato Usa al piano di sostegno del settore).


A fare rumore è infatti la notizia di un arresto eccellente, quello di Robert Madoff, ex numero uno del Nasdaq e fondatore della Bernard L. Madoff Investment Securities, società di gestione newyorkese al servizio di hedge fund e di altre istituzioni con asset under management per circa 17 miliardi di dollari. A carico di Madoff la Procura distrettuale di New York e l’Fbi hanno ipotizzato una frode per 50 miliardi di dollari nei confronti dei clienti. Clienti che nelle maggior parte dei casi sono altre società attive nell’asset management e tra i quali ci sarebbero anche delle banche europee.

“Questa notizia ha il potenziale per causare un altro tsunami di redemptions nel mondo degli hedge fund”, spiega un’operatore dell’industria contattato da Finanza.com. Le Borse tornano dunque a essere sconvolte dalla paura di una nuova ondata di richieste di riscatti in partenza dal mondo dei fondi hedge. Per capire perchè, è necessario comprendere come funzionava la frode ipotizzata a carico di Madoff.


L’accusa è di aver agito secondo il cosiddetto “schema di Ponzi”, ossia un sistema in cui i guadagni derivano da continue sottoscrizioni di nuovi clienti senza che vi siano reali investimenti. Secondo questo modello le risorse che entrano attraverso le sottoscrizioni vengono girate quasi in automatico sotto forma di rendimenti ai clienti. Perchè il sistema non si inceppi occorre quindi che si allarghi costantemente la base di clienti. Tra le ipotesi vi è dunque che Madoff possa avere abbandonato la normale operatività all’apparire delle prime perdite in scia alle turbolenze dei mercati, ponendo in essere lo schema piramidale per rassicurare gli investitori.


Non si tratta insomma di un fondo che semplicemente “salta” ma di un evento in grado di mettere in crisi la fiducia nell’intera industria e di ridare slancio a quel processo di ritiro di capitali da parte degli investitori che ha già avuto luogo tra settembre e ottobre e che ha costretto numerosi gestori a liquidare le posizioni intensificando ulteriormente i ribassi di Borsa.


A questo va aggiunta la particolarità dell’attività tipica della società incriminata: la gestione esternalizzata di hedge fund lanciati da altre case, circostanza che potrebbe accentuare gli effetti sistemici del “caso Madoff”.

 

Marco Barlassina