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Nuova ondata di vendite a Piazza Affari, Ftse Mib chiude con un tonfo del 3,8% -1-

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La Borsa di Milano ha vissuto un altro lunedì nero. Il listino meneghino, dopo un inizio brillante in scia all’accordo raggiunto nella notte per l’innalzamento del tetto all’indebitamento degli Stati Uniti, col passare delle ore ha perso slancio. “Il rimbalzo potrebbe essere limitato dal rischio che Standard & Poor’s tolga il rating tripla A al debito americano”, ha scritto Equita nella nota odierna aggiungendo che “non sarebbe una sorpresa totale ma potrebbe creare nuova pressione sui mercati”. Ed è proprio la voce di un imminente taglio del rating Usa la voce che più è circolata nelle sale operative. La forte accelerazione al ribasso si è avuta dopo la pubblicazione dell’indice statunitense Ism manifatturiero, sceso a luglio a 50,9 punti con attese che indicavano 55 punti. La tensione non ha mollato nemmeno le obbligazioni italiane, con lo spread Btp-Bund che ha toccato il nuovo record a 353 punti base. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto il 3,87% a 17.720 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato del 3,63% a quota 18.448.

Vendite massicce sul comparto bancario-assicurativo. Questa mattina Citigroup, in un report raccolto da questa testata, ha rimarcato la “forte correlazione tra la debole perfomance borsistica delle banche e l’allargamento dello spread tra il Btp italiano a dieci anni e il Bund tedesco”. E così Monte dei Paschi ha ceduto il 7,87% a 0,482 euro, Banco Popolare il 7,69% a 1,237 euro, Intesa SanPaolo il 7,86% a 1,489 euro, Ubi Banca il 7,93% a 3,09 euro, Popolare di Milano il 5,30% a 1,429 euro, Unicredit il 4,32% a 1,196 euro. Male anche Fondiaria-Sai (-9,19% a 1,65 euro) e Mediobanca (-5,14% a 6,09 euro). In una giornata di ribassi generalizzati da segnalare il tonfo di Enel (-3,73% a 3,87 euro) dopo i conti di Endesa leggermente sotto le attese. Nel primo semestre la controllata spagnola di Enel ha riportato un Ebitda di 3,49 miliardi di euro (consensus 3,52 miliardi), un Ebit di 2,47 miliardi contro i 2,55 miliardi attesi e un utile netto pari a 1,28 miliardi (consensus 1,24 miliardi).