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Nuova giornata di passione per le Borse europee: la crisi greca continua a far tremare

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La crisi economica e politica in Grecia si complica e anche oggi i mercati finanziari imboccano la strada dei ribassi, temendo l’effetto contagio. Reagiscono male quelle asiatici, con il Nikkei che ha ceduto l’1,7%, Sydney in calo di quasi il 2% e Shanghai che ha lasciato sul parterre circa l’1,5%. Se si cambia continente e si passa dall’Asia all’Europa la situazione non cambia. Le principali Borse europee hanno aperto i battenti questa mattina con il segno meno: giù il Ftse100 che apre a 5.696 punti, mentre il Cac40 perde l’1,04% a 3.767,6 punti. Partenza in flessione anche per il Dax che lascia sul parterre circa lo 0,7% a 7.064,2 punti.


Apertura in deciso ribasso anche per la Borsa di Milano con le vendite che si concentrano soprattutto sui titoli del comparto bancario. Ieri la Bce ha lanciato l’allarme: la Grecia destabilizza l’Europa e sono aumentati i rischi per la stabilità finanziaria. E ulteriori conseguenza negative potrebbero arrivare se l’Ue non sbloccherà al più presto il nuovo piano di aiuti. E così a Piazza Affari inizia gli scambi con il Ftse Mib in flessione dell’1,12% a 19.697 punti, mentre il Ftse All Share arretra dell’1,09% a quota 19.702 punti. Insomma, gli elementi ci sono tutti per una giornata in rosso dopo i ribassi di ieri sui crescenti timori per la crisi del debito greco.

Uno dei protagonisti delle ultime ore è il premier e leader socialista greco, Geroge Papandreou, che sta tentando il tutto per tutto. La crisi economica e quella politica si stanno sempre più mescolando. La giornata di ieri è stata febbrile, con le gli sconti e le violente proteste in corso ad Atene contro il piano di austerity: prima la notizia delle sue imminenti dimissioni, poi il dietro-front e l’annuncio di un rimpasto di Governo e infine la decisione di chiedere oggi il voto di fiducia in parlamento. L’opposizione parla, invece, di elezioni anticipate.


In uno scenario sempre più difficile sono arrivate a fare da zavorra anche le dichiarazioni del Governatore della banca olandese e membro del board della Bce, Nout Wellink. Nel corso di un’intervista all’Het Financieele Dagblad il banchiere europeo ha parlato della necessità di un rafforzamento del fondo europeo di salvataggio che dovrebbe essere raddoppiato a 1.500 miliardi di euro.


Ripercussioni anche sul mercato valutario. “Come previsto, l’Euro sta iniziando a subire i contraccolpi dello stallo politico europeo sul rebus greco e, dopo avere rotto al ribasso due livelli importanti, ora dovrà affrontare il test di 1,40 dollari”, commenta Michael Hewson, analista di CMC Markets nel Forex Morning Comment.