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Nuotando tra subprime e junk bond (Fondionline.it)

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Due milioni di mutui Usa stanno per concludere la fase biennale a tasso fisso per agganciarsi all’attuale livello dei tassi di interesse. Quali le conseguenze per i mercati finanziari?
L’esatta valutazione dell’impatto ascrivibile alla crisi delle ipoteche ad alto rischio (subprime) sull’economia degli Stati Uniti è un requisito imprescindibile per chiunque voglia formulare delle previsioni valide sul futuro dei mercati finanziari. Tuttavia, fino a questo momento, le banche centrali e gli organismi internazionali non hanno saputo offrire dati precisi sull’intensità della morosità che sta conquistando nuovi spazi nel segmento ipotecario a bassa qualità ed elevato rischio di insolvenza.
Anche se lo scenario recessivo non è quello maggiormente gettonato dagli analisti, quella dei mutui subprime rappresenta una delle incognite più rilevanti per l’economia a stelle e strisce. I prossimi mesi saranno probabilmente chiarificatori in quanto alla capacità del sistema di assorbire la crisi in corso d’opera. Le previsioni indicano che più di due milioni di ipoteche subprime saranno agganciate al livello dei tassi di interesse reali, dopo aver vissuto una fase iniziale caratterizzata dall’adozione di un tasso fisso. Vale a dire che oltre due milioni di cittadini statunitensi si troveranno a dover versare una rata mensile sensibilmente più elevata rispetto a quella onorata negli ultimi due o tre anni. (segue)