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Nulla di fatto alla Fed. Molti gli analisti delusi, per alcuni rimane “una mossa intelligente”

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“E’ stata una mossa intelligente. Siamo sempre stati certi che quest’anno la Federal Reserve non avrebbe alzato i tassi”. E’ questo il commento di Matteo Paganini, capo analista di FXCM, che considera decisamente positiva la decisione presa ieri sera dal FOMC, il braccio operativo della Federal Reserve, di lasciare invariati i tassi di interesse, inchiodati da sette anni sulla soglia dello zero. Una decisione che non mette d’accordo tutti gli analisti, che la considerano una mossa dilatoria e un po’ troppo conservativa. Ma che secondo Paganini segue una logica ferrea, e condivisibile. “Siamo d’accordo con le tempistiche della Fed che sono corrette – spiega Paganini – i dati macroeconomici sono ambigui, la volatilità è alta, le difficoltà dei Paesi emergenti sono sotto gli occhi di tutti… In altre parole, la decisione della Fed è quella giusta, perché è la sola che può supportare una ripresa economica in questo momento“. Una ripresa che per gli Stati Uniti è vista al rialzo. La Fed ha infatti previsto un incremento del Pil del 2,1% per il 2015, contro il +1,9% indicato a giugno.
 
Manovra di Capodanno
 
La reazione dei mercati è stata positiva inizialmente con Wall Street che ha guadagnato l’1%, per poi chiudere in negativo (-0,39%) deluso probabilmente dal fatto che Janet Yellen, numero uno della Fed, nella conferenza stampa di ieri sera ha lasciato intravedere due target per la manovra, il primo già a ottobre. “Non credo che la Fed prenderà decisioni il mese prossimo, è molto più realistico che questo possa avvenire alla fine dell’anno”, è il parere di Paganini. Che aggiunge: “La reazione dei mercati è stata logica con dollari in vendita contro euro fino a giungere a un cross di 1,14. Quanto all’equity, se si formeranno aspettative per un rialzo in ottobre le Borse potrebbero andare in sofferenza e il denaro prendere altre strade”. Completamente diverso lo scenario se le aspettative di un rialzo slitassero a fine anno: “In questo caso prevedo un piccolo rally per le Borse, perchè gli investitori in questa fase stanno cercando rendimenti sui listini azionari”.
 
Focus sulla disoccupazione
 
Un elemento importante emerso dalla conferenza stampa della Yellen è la parziale distinzione fatta tra il dato relativo all’inflazione e quello sulla disoccupazione, i due elementi da sempre presi in considerazione per un rialzo dei tassi. Il numero uno della Fed ha infatti detto che sono i dati sull’occupazione (che quest’anno dovrebbe attestarsi negli Usa al 5%, meno del 5,3% ipotizzato tre mesi fa) a portare l’inflazione su livelli di target e che quindi è in assoluto il primo dato da analizzare: “Condivido l’analisi della Yellen e la forza di trascinamento del dato sull’occupazione che va attentamente studiato per capire quale sarà l’orientamento della Fed nei prossimi mesi”, conclude Paganini.