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NPL: Abi, miglioramenti nel nuovo testo dell’Addendum Bce

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Il Comitato esecutivo dell’Abi, ha valutato l’analisi tecnico-giuridica presentata dal Direttore generale, Giovanni Sabatini, constatando i miglioramenti apportati al testo dell’Addendum alle Linee Guide della Bce – SSM sui crediti deteriorati. In particolare il Comitato esecutivo rileva come l’Addendum, nella versione resa pubblica il 15 marzo 2018, non impone obblighi generalizzati per le banche e non produce effetti giuridici obbligatori e pertanto l’Addendum non è una misura di primo pilastro.

Il Comitato esecutivo evidenzia, peraltro, la necessità che in sede applicativa siano chiariti i necessari raccordi tra quanto indicato dall’Addendum e l’applicazione dei principi contabili e gli obblighi di rendicontazione pubblica. Il Comitato esecutivo sottolinea che i contenuti dell’Addendum dovranno essere valutati e giuridicamente inquadrati rispetto alle modifiche del quadro normativo europeo, in necessario raccordo – anche rispetto alla loro entrata in vigore – con le proposte della Commissione sul trattamento delle esposizioni verso i crediti deteriorati, superando i disallineamenti oggi prospettati. Essenziale è infatti assicurare la coerenza tra i diversi livelli delle fonti normative e il pieno raccordo tra le diverse Autorità europee.

Il Comitato esecutivo, prosegue la nota dell’Abi, ha espresso l’auspicio affinché si arrivi al più presto ad una stabilizzazione e semplificazione del quadro normativo europeo, condizione per garantire il giusto bilanciamento tra esigenze di stabilità e di crescita e dare alle banche europee certezza giuridica. In questo senso, evidenzia la necessità che il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione valutino le proposte della Commissione tenendo conto degli impatti sulle imprese e sull’erogazione del credito sulla base di una analisi costi – benefici delle singole misure proposte. Gli automatismi nella valutazione delle garanzie, le rigidità sulle possibilità di adottare misure di sostegno alle piccole e medie imprese e alle imprese in temporanea difficoltà, se non adeguatamente considerate, avrebbero un effetto prociclico, incidendo negativamente sulla ripresa in atto.