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Norvegia, fondo sovrano vuole solo questi bond. Alert globale per le obbligazioni – e le valute -scaricate

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Grandi cambiamenti in vista per il portafoglio di bond di Norges Bank investment management, il fondo sovrano della Norvegia, noto anche per essere il fondo pensione numero uno al mondo. Del valore di $990 miliardi, l’istituto ora vuole che l’indice benchmark sui bond – verso il quale la performance del fondo è misurata – facciano parte solo corporate bond e obbligazioni denominati in dollari, euro e sterline.

E’ quanto trapela da una lettera che il fondo ha inviato al ministero norvegese del Tesoro, che prende le principali decisioni sull’allocazione di portafoglio. Norges Bank volta così le spalle a tutti quei bond che sono denominati in yen o in valute dei mercati emergenti. Chiede inoltre che nel benchmark i titoli di debito non abbiano una scadenza superiore ai 10 anni. Da segnalare che il fondo sovrano norvegese presenta un portafoglio di investimenti complessivi in obbligazioni per un valore di $333 miliardi. 

L’obiettivo è di ridurre la propria esposizione verso diversi asset, tra cui non solo diversi dei mercati del reddito fisso, ma anche emissioni obbligazionarie di lunga durata, come quelle che hanno per oggetto strumenti a 100 anni. Il Financial Times spiega che la proposta non ha l’obiettivo di impedire al fondo di detenere investimenti del genere, in quanto i cambiamenti riguardano il suo indice benchmark. Tuttavia, visto che nel corso del tempoil fine del fondo è quello di allineare il suo portafoglio a quello del suo benchmark, grandi cambiamenti negli investimenti sull’obbligazionario saranno inevitabili.

Le modifiche devono essere lette nel quadro di una strategia più aggressiva a cui il fondo punta: quello di aumentare l’esposizione del portafoglio benchmark verso l’azionario dal 60% al 70%. Anche, perchè – stando a quanto si legge nella lettera – nel lungo termine, i guadagni percepiti puntando su un’ampia diversificazione internazionale sono considerevoli per l’azionario, ma moderati per i bond. Per un investitore che ha il 70% del suo portafoglio investito in un portafoglio azionario diversificato a livello globale, la riduzione del rischio ottenuta attraverso una diversificazione di questo tipo tra i suoi investimenti in bond, che coinvolta diverse valute, è contenuta”.

La proposta del fondo deve essere ancora approvata dal governo novegese, ma Bloomberg segnala come l’impatto potrebbe essere molto forte. Dai dati a disposizione, emerge per esempio che alla fine del secondo trimestre deteneva bond governativi giapponesi per un valore di 169 miliardi di corone (l’equivalente di $21 miliardi); bond sovrani messicani per 63 miliardi di corone e bond sovrani della Corea del Sud per 53 miliardi di corone. Inoltre, una percentuale del 12,3% circa del suo portafoglio di bond, del valore di 2,6 trilioni di corone, puntava sulle valute dei mercati emergenti.