Nortel in bancarotta, cade ancora una delle stelle della new economy

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La canadese Nortel Networks ha presentato richiesta di poter accedere alla protezione contro i creditori contenuta nel Capitolo 11 della legge fallimentare statunitense. L’ufficializzazione è giunta da una nota del gruppo dopo l’emergere delle prime indiscrezioni nell’edizione online del Wall Street Journal e dopo che il titolo era arrivato a perdere oltre il 70% nel pre-mercato.


Nortel, attiva nel settore delle reti attraverso la produzione di hardware e software e la fornitura di servizi per imprese e privati, ha anche annunciato l’avvio di un piano di ristrutturazione finanziaria e a livello di business. Sotto la protezione della legge fallimentare le attività aziendali non subiranno comunque interruzioni. Punti interrogativi circondano però la sorte dei circa 32mila dipendenti presenti principalmente nelle sedi negli Stati Uniti e in Canada.

Fondata nel 1895 con l’originaria denominazione di Bell Telephone Company of Canada, Nortel è conosciuta dal grande pubblico per essere stata una delle protagoniste degli eccessi di fine anni ’90, quando le azioni del gruppo erano arrivate a toccare a New York anche gli 860 dollari (valore aggiustato per tenere conto di operazioni di reverse spin-off), per poi precipitare fino ai 32 centesimi della chiusura di ieri. Dopo essere tornata alla profittabilità nel 2003, Nortel aveva inoltre dovuto fronteggiare nel 2004 uno scandalo contabile che aveva portato all’estromissione del ceo. Il titolo Nortel è quotato anche alla Borsa canadese, il Toronto Stock Exchange, dove nel momento del suo massimo splendore era arrivato a rappresentare circa un terzo della capitalizzazione di mercato.


Nella nota societaria Nortel ha citato gli effetti sul gruppo della sempre più profonda frenata dell’economia, ma già a metà del mese di dicembre l’agenzia Moody’s aveva tagliato da B3 a Caa2 il rating di Nortel citando le avverse condizioni di business.

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