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Non solo TIM. Caffè, software, immobiliare: asset europei su cui punta Elliott

QUOTAZIONI Telecom Italia

Occhio all’avvertimento dell’analista. Su Telecom Italia è possibile che “l’hedge fund stia ignorando il rischio di una nuova guerra dei prezzi in Italia” a causa dell’imminente ingresso di…

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Non solo tlc. Elliott punta in diversi settori, in Europa. Immobiliare, software, e anche caffè: target del fondo attivista sono asset di società attive in diversi mercati. Ma qual è l’effetto Elliott sui titoli delle società europee su cui ha deciso di scommettere?

Su TIM l’effetto è più che evidente, visto che le quotazioni hanno guadagnato il 20% circa da quando Bloomberg ha riportato, lo scorso 5 marzo, che il fondo stava entrando nel capitale; secondo Bloomberg, “il rapporto difficile che i francesi di Vivendi hanno con il governo italiano potrebbe giocare a favore di Elliott, dopo che la Cdp ha acquistato questo mese una quota del 4,3% nella compagnia di tlc”.

In particolare, Stephane Bevazian, analista di Raymond James intervistata da Bloomberg, ritiene che Elliott abbia “una buona chance di far fuori Vivendi prima o poi, visto che Vivendi fa fronte all’opposizione da più parti”.

Tuttavia, fa notare l’analista, la mossa di Elliott è più rischiosa se si considera l’imminente ingresso del gruppo francese Iliad nel mercato italiano delle tlc. “L’hedge fund potrebbe star ignorando di fatto il rischio di una nuova guerra dei prezzi in Italia” e il suo impatto sugli utili di TIM.

Elliott fa shopping in Europa nel software e immobiliare

Oltre ad aver acquisito una partecipazione in TIM del 9%, il fondo attivista ha fatto un po’ di shopping in giro per l’Europa. E una cosa è certa: la reazione dei titoli delle società target è stata più che positiva.

Le quotazioni del colosso petrolifero BHP Billiton sono per esempio balzate del 17% da quando Elliott ha reso noto di aver acquisito una quota del 4,1% nel gruppo, lo scorso 10 aprile del 2017. E’ più di un anno che l’hedge fund sta spingendo affinché la società dia il via a una serie di cambiamenti e, lo scorso febbraio, ha auspicato anche l’avvio di un’analisi indipendente per esaminare i benefici potenziali di una ristrutturazione del gigante.

Il titolo Whitbread ha segnato un rally dell’8,4% da quando Elliott ha rivelato, lo scorso 14 aprile, di detenere una quota superiore al 6%. Sono anni che gli azionisti fanno pressione sul gruppo affinché consideri la separazione dei suoi punti vendita Costa Coffee dai suoi hotel Premier Inn e, a tal proposito, il fondo ha presentato ai vertici un piano che va in questa direzione, stando a quanto ha riportato a Bloomberg una fonte. Il Sunday Times ha reso noto che l’AD Alison Brittain “non si oppone filosoficamente” a uno spin off degli asset di Costa.

Così Richard Clarke, analista di Bernstein: “I vertici hanno sempre detto che sarebbero stati alla fine aperti a considerare l’opzione di vendere Costa, ma temevano che questo fosse un mercato ostile alle vendite. Se Elliott fosse capace di individuare un acquirente disposto a rilevare (gli asset) alla valutazione richiesta, non sarebbe sorprendente la decisione del management di vendere”.

Micro Focus International ha visto le proprie quotazioni salire dell’11% circa da quando Bloomberg, lo scorso 12 aprile, ha riportato la notizia relativa alla partecipazione che Elliott ha accumulato nel gruppo britannico di software. Nella giornata di ieri, l’hedge fund ha reso noto che la quota è pari al 5,1%.

Il fondo ha fatto incetta delle azioni dopo il profit warning che la società ha lanciato lo scorso mese, scatenando un forte sell off sul titolo. L’obiettivo di Paul Singer & Co. è quello di lanciare una nuova era nel gruppo, che sta facendo ancora fatica a digerire l’acquisto, avvenuto lo scorso anno per $8,8 miliardi, degli asset software di HPE.

Intervistato da Bloomberg, Ameet Patel, analista presso Northern Trust Capital Markets, ha fatto notare che “Micro Focus ha sofferto la perdita di fiducia dei suoi azionisti” a seguito delle dimissioni a sorpresa del ceo Chris Hsu, lo scorso marzo.

Scarsa invece la reazione del titolo Smith & Nephew alla notizia riportata da Bloomberg lo scorso ottobre, relativa all’ingresso di Elliott nel capitale. Nessuna delle controparti ha confermato o negato la partecipazione. Attesa per l’ingresso ufficiale nel board  del nuovo ceo Namal Nawana, atteso per il 7 maggio. Lo scorso ottobre, il Financial Times aveva riportato alcune indiscrezioni sull’intenzione di Elliott di rendere più appetibile l’azione della società produttrice di dispositivi medici, attraverso lo smobilizzo dei suoi asset.

Hammerson: il titolo è salito del 4% circa, lo scorso venerdì, dopo che Elliott ha comunicato di aver rilevato una quota nel gruppo immobiliare UK, che la scorsa settimana ha lasciato cadere un’offerta presentata per Intu Properties. Mike Prew, analista di Jefferies, ha scritto in una nota lunedì che il presidente, il ceo e il direttore finanziario del gruppo dovrebbero tutti rassegnare le dimissioni, e che Elliott potrebbe essere “una opportunità per migliorare il board”.

Tornando a TIM, bisognerà aspettare fino al prossimo 4 maggio, per capire come andrà a finire il duello tra Vivendi e il fondo Elliott per confermare (la prima) o conquistare (il secondo) il controllo del cda del gruppo.