1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Non solo tassi Bot, volano anche rendimenti BTP. Ma JP Morgan aumenta puntata su Italia

Responsabile reddito fisso dell’asset management del colosso bancario: “C’è volatilità sui Btp ma se gestita può essere un’opportunità”, ha detto, rassicurando sul fatto che “lo spread Btp/Bund non si attesterà …

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Debito sovrano italiano ancora al test dei mercati: dopo l’asta dei Bot annuali di ieri, oggi è stata la volta dei BTP a 3, 7, 15 e 30 anni.

Dai risultati emerge chiaramente quanto messo in evidenza alla vigilia anche con i Bot: la pressione rialzista sui rendimenti c’è, ed è anche decisa.

I tassi dei BTP a tre anni sono infatti più che raddoppiati, come sono più che raddoppiati anche i tassi a un anno.

Nello specifico, i rendimenti a tre anni – a fronte di BTP emessi per un valore di 3,5 miliardi di euro – sono volati al 2,51%, record dall’aprile del 2013.

Non confortante neanche il bid-to-cover, ovvero il rapporto di copertura, che è sceso in modo deciso a 1,26, rispetto all’1,67 del precedente collocamento, confermando così il calo della domanda per questa categoria di titoli di stato.

Assegnati anche 1,5 miliardi di BTp 7 anni, con il tasso balzato al 3,28%, il top dalla prima emissione.

Complessivamente, il Tesoro ha assegnato tutti i 6,5 miliardi di titoli in asta. Nell’asta odierna, sono stati emessi anche, per un valore di 942 milioni, BTP a 15 anni, con rendimenti in crescita al 3,66% rispetto al 3,04% del mese scorso e BTP a 30 anni, con tassi al 3,79% rispetto al 3,55% precedente.

Riferendosi al debito sovrano italiano, e ai risultati del collocamento odierno, intervistato da Reuters Antoine Bouvet, strategist di Mizuho, ha commentato che “i risultati sono stati piuttosto contrastati, con una forte domanda che ha interessato tre dei quattro bond (emessi)”. Arnaud-Guilhem Lamy, gestore di fondi presso BNP Paribas Asset Management, ha dal canto suo affermato che “l’elemento chiave per l’Italia è la sostenibilità del debito, ed è questo il motivo per cui i risultati dell’asta sono importanti”.

Eppure, nonostante i timori che continuano ad assillare l’Italia, e che hanno portato Fitch,  l’Fmi e l’INPS  a lanciare nuovi avvertimenti sulla legge di bilancio, una nota confortante è arrivata dal responsabile della divisione reddito fisso di JP Morgan Asset Management Nick Gartside, intervistato da Il Sole 24 Ore. Gartside ha ammesso che alcuni fondi di JP Morgan stanno aumentando addirittura l’esposizione verso l’Italia.

“C’è volatilità sui Btp ma se gestita può essere un’opportunità“, ha detto, rassicurando sul fatto che “lo spread Btp/Bund non si attesterà oltre la soglia di allarme dei 400 punti”.

L’incertezza del quadro italiano, ha continuato l’esperto, a suo avviso è “adeguatamente remunerata: per questo alcuni dei nostri fondi stanno aumentando l’esposizione in Btp”.

Il gestore ha detto anche che “i problemi dell’Italia sono ben noti ma non si possono trascurare i punti di forza come il surplus della bilancia commerciale e l’avanzo primario”.

Da segnalare come il commento di Gartside, almeno per quanto riguarda la convinzione che lo spread BTP-Bund non supererà la soglia pericolo di 400 punti, ricalca l’opinione sia del vicepremier leghista e ministro dell’Interno Matteo Salvini, secondo cui il differenziale non salirà fino a questa soglia, sia quella del ministro degli Affari europei Paolo Savona.

La differenza tra i due leader è che, se Salvini ha detto che comunque, anche in caso di spread a quota 400, nessun passo indietro sarà fatto, Savona ha affermato che, nel caso in cui lo spread dovesse correre troppo, la legge di bilancio dovrebbe cambiare.

Intanto i risultati dell’asta del Tesoro hanno portato lo spread a tornare a puntare verso quota 310, in rialzo di 4 punti percentuali circa.

C’è da dire che i tassi sui BTP oggi (in rialzo fino al 3,61%), scontano anche l’avversione al rischio presente sui mercati, alimentata dal forte tonfo sofferto da Wall Street e in generale dall’azionario globale.

L’avversione al rischio ha portato gli investitori a rifugiarsi nella carta tedesca, e l’effetto è stato dunque di un forte calo dei tassi sui Bund decennali scesi di oltre -6% allo 0,50% circa.

Ieri il Tesoro ha collocato tutti i 6 miliardi di euro di Bot annuali che erano stati offerti. Alert rendimenti, più che raddoppiati rispetto al precedente collocamento, allo 0,949%.