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Non solo Elliott in Tim, fondi attivisti a caccia di occasioni a Piazza Affari

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In base ai dati di Borsa Italiana, i fondi anglosassoni detengono una partecipazione di ben il 60% delle quote delle blue chip italiane detenute dagli istituzionali.

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Investitori attivisti a caccia di occasioni in Italia. Non si tratta solo del fondo Elliott di Paul Singer, che sta cambiando le carte in tavola di Tim, a dispetto dell’azionista di maggioranza Vivendi.

Un articolo di Reuters mette in evidenza come si stia allargando l’armata di fondi e investitori attivisti che guardano all’Italia, e che poi mettono un piede nell’azionariato delle società di Piazza Affari.

Si tratta soprattutto di investitori del Regno Unito e del Nord America, e la loro presenza è tutta confermata nei numeri: in base ai dati di Borsa Italiana, i fondi anglosassoni detengono una partecipazione pari a ben il 60% delle quote delle blue chip italiane in mano agli istituzionali.

E se del fondo di Paul Singer si parla da giorni, con commenti che lasciano presagire una intensa battaglia tra Elliott e i francesi capitanati dal finanziere bretone Vincent Bolloré (numero uno di Vivendi), a catalizzare l’attenzione a Piazza Affari è anche quanto sta avvenendo nel gruppo Retelit.

E’ infatti battaglia per il controllo della società attiva nel comparto infrastrutture per tlc. Da un lato, c’è il fondo attivista Shareholder Value Management (Svm) , che punta a riconfermare il cda in occasione dell’assemblea degli azionisti, in calendario il prossimo 27 aprile, e che insieme ad alcuni fondi ha sottoscritto con Bousval un patto parasociale sul 24,36% di Retelit.  Dall’altro lato, ci sono Fiber 4.0, Alberto e Luca Pretto e Laura Ziggiotto, che hanno firmato un patto che chiede invece il rinnovo dei vertici.

Tra gli attivisti presenti in Italia che si possono definire storici c’è anche l’hedge fund Amber Capital, che proprio nelle ultime ore ha detto di essere bullish sul paese e, in generale, sul Sud Europa. E che ha un’esposizione su UniCredit, altre banche italiane più piccole e su Telecom Italia.

Amber ha già combattuto contro i francesi Lactalis su Parmalat, nel cui capitale è presente. Sempre Amber Capital, all’inizio di quest’anno e stando alle comunicazioni della Consob, è salita al 10,465% di Caltagirone Editore, rispetto alla partecipazione del 5,515% dell’agosto 2017.

Il fondo inglese attivista è presente inoltre in Mediaset e Ansaldo Sts, e ha puntato anche sulla Popolare di Sondrio con più di 80 milioni.

Reuters ricorda che sono ben 10 le campagne attiviste in Italia che Amber ha lanciato negli anni compresi tra il 2015 e il 2017. Questo, in un contesto in cui il peso degli investitori istituzionali nelle aziende italiane è più che raddoppiato negli ultimi 20 anni, stando ai dati di Bankitalia e altri dati contabili finanziari.

Reuters sottolinea infine che gli attivisti non hanno comunque vita facile in Italia, se si considera che le aziende controllate dalle famiglie incidono ancora per il 33% sul valore complessivo del mercato azionario italiano.

E c’è poi il “golden power” del governo italiano, presente in diverse società italiane attraverso partecipazioni indirette e che può ostacolare dunque le mosse degli attivisti: attraverso l’esercizio, appunto, del diritto di veto.