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Non si ferma l’emorragia di Piazza Affari, Ftse Mib ai minimi da aprile 2009

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Non si arresta la discesa di Piazza Affari che continua a guidare i ribassi dei listini europei. Sul mercato continua a pesare la crisi del debito europeo con i timori che possa colpire pesantemente anche in Italia. L’indice Ftse Mib nella prima ora di contrattazioni è arrivato a cedere oltre 4 punti percentuali toccando un minimo a 17.517 punti, livelli che non vedeva dall’aprile del 2009. Nuovi minimi dal 2009 per le big bancarie di Piazza Affari, Unicredit e Intesa Sanpaolo, tra le più colpite dal fuoco delle vendite.


Unicredit è rimasta a lungo sospesa dopo aver toccato un minimo a 1,072 (-7,11%). Ribassi nell’ordine del 6,6% per Bpm, anche lei sospesa. Calo del 5% circa per Intesa Sanpaolo che ha aggiornato i minimi da marzo 2009 scivolando sotto la soglia di 1,5 euro. Flessione del 5% anche per Generali. In difficoltà anche gli industriali con Fiat che cede il 4,67% a 6,535 euro, tornato sui livelli di inizio anno.


Prima dell’avvio della seduta odierna è salita ancora la pressione i titoli di stato italiani. Il differenziale di rendimento (spread) tra il Btp italiano a dieci anni e il suo corrispettivo tedesco (Bund) si è allargato fino a 330 punti base. Si tratta del nuovo record dall’introduzione della moneta unica europea. Ma soprattutto risulta 25 punti base sopra la chiusura di ieri e circa 80 punti sopra i livelli a cui viaggiava solo 24 ore fa.


Oggi un test importante sarà l’asta di Bot a 12 mesi per 6,75 miliardi. Giovedì 14 luglio sarà invece il turno dell’asta di metà mese dei Btp. L’emissione riguarderà Btp con scadenza 2016, 2017, 2023 e 2026 per un ammontare complessivo fino a 5 miliardi di euro. Intanto oggi il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, sarà a Bruxelles per l’Ecofin. La riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze degli Stati membri europei che con ogni probabilità andrà ad analizzare anche la situazione dell’Italia. 

 

La giornata odierna è comunque caratterizzata da una debolezza generalizzata dei mercati azionari con Francoforte e Parigi in calo di circa il 2%, -3,1% per l’Ibex di Madrid. In rosso anche i listini asiatici con  Tokyo scesa dell’1,43% e l’indice Nikkei nuovamente sotto la soglia dei 10mila punti. Oggi la Bank of Japan ha lasciato i tassi di interesse invariati nel range 0-0,1%. La banca centrale nipponica ha deciso di lasciare inalterata anche l’entità del piano di acquisto di asset per 10 mila miliardi di yen. La Banca centrale del Giappone ha alzato le prospettive di crescita economica per il secondo mese consecutivo con la produzione che cresce al ritmo più veloce degli ultimi 50 anni in scia alla veloce ripresa delle attività dopo lo stop dovuto al terremoto dell’11 marzo.