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Non basta dire Nein: Germania bocciata. Per Egan Jones rating tedesco inferiore a quello austriaco

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“Mai gli Eurobond finchè sarò in vita”. La cancelliera Angela Merkel ieri sera ha pronunciato per l’ennesima volta il suo no a qualsiasi forma di responsabilità condivisa sul debito in Europa.
Non è bastato però a impedire la bocciatura della Germania da parte di Egan Jones, dinamica agenzia di rating che da qualche tempo si sta distinguendo per anticipare le mosse delle big three del rating (Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch), accusate di arrivare con i loro giudizi solo una volta che i buoi sono scappati dalla stalla, ossia solo quando i mercati finanziari hanno già di fatto scontato un miglioramento o un deterioramento del merito di credito di un emittente.
Questa notte Egan Jones ha tagliato il rating di Berlino ad A+ dal precedente AA-, con la prospettiva di una ulteriore riduzione ad A-, come segnalato da un outlook negativo. Tanto per capire l’abisso che separa le valutazioni di Egan Jones da quelle delle altre agenzie di rating, la Germania ad oggi per S&P ha un rating pari alla tripla A (AAA), mentre è interessante notare che in questo momento, per Egan Jones, Berlino ha un rating inferiore a quello di Austria, Gran Bretagna e Olanda.

Nel report diffuso da Egan Jones si legge che Angela Merkel “continua a creare tensioni con gli altri membri dell’Unione europea, opponendo resistenza agli Eurobond e ad allentamenti monetari e continuando a battere sul tema dei controlli fiscali. Ma la Germania sarà probabilmente battuta ai voti dagli altri membri della Bce e in quel caso avrebbe un’esposizione prospettica molto più elevata”.

L’agenzia di rating aggiunge che attraverso Target 2 (il sistema di regolamento tra i Paesi dell’Ue)  l’esposizione tedesca anche verso le banche dei Paesi periferici è pari a circa 700 miliardi di euro. Contabilizzando anche tale esposizione, il rapporto debito/Pil della Germania salirebbe dall’87% al 114 per cento. Saranno poi da monitorare – chiude l’agenzia di rating – le ricadute di un’eventuale uscita della Grecia dall’Euro.