Nomisma: l'immobile italiano è solido, le famiglie più virtuose

Inviato da Alessandro Piu il Ven, 23/03/2007 - 12:10

Un mercato immobiliare non certo di prima grandezza, con un peso limitato al 3% del complesso degli investimenti europei, eppure con qualità di solidità, bassa volatilità e trasparenza elevate che lo rendono ancora molto attrattivo. E' il giudizio complessivo espresso nel I° Rapporto sul Mercato Immobiliare 2007 pubblicato da Nomisma.

A livello mondiale il 2006 è stato per il settore un altro anno record con un volume di transazioni che ha raggiunto i 500 miliardi di euro circa - viene spiegato nello studio - nonostante il trend rialzista dei tassi di interesse in varie aree geografiche. All'interno di tale crescita la quota di investimenti europea è cresciuta dal 41% al 46% sul totale con Germania e Regno Unito a dominare il panorama.
Proprio il rialzo dei tassi di interesse ha messo in difficoltà il comparto dei mutui subprime, concessi a famiglie con un rischio di insolvenza più elevato, negli Stati Uniti d'America, fenomeno che "si è accompagnato a un generalizzato ma leggero incremento dei mutuatari in ritardo nei pagamenti delle rate". E' cresciuto anche il numero di abitazioni in pignoramento ma un giudizio sulla situazione è ancora controverso per la presenza di dati contrastanti.
Il problema non sembra in ogni caso poter riguardare l'Italia dove le famiglie "sono strutturalmente meno esposte agli aumenti del costo del denaro". Il mercato italiano viene infatti descritto nello studio come caratterizzato da solidità patrimoniale delle famiglie (più elevata che negli altri Paesi), basso rapporto tra debito e ricchezza, al 5% contro il 20-25% di Stati Uniti, Regno Unito e Germania e elevato tasso di risparmio, sebbene in diminuzione nel corso di un processo che vede la famiglia italiana uniformarsi agli standard di indebitamento del Vecchio continente.
Come conseguenza anche le sofferenze sui mutui restano basse e sostanzialmente stabili  nel Belpaese, l'1,7%.

Nella descrizione della situazione del mercato italiano Nomisma mette in evidenza la crescita dei mutui nel corso del 2006. Le stime su dati provvisori si attestano a 502.699 erogazioni per un numero di compravendite pari a 868.183 contro rispettivamente le 481.542 e 833.350 del 2005. Sostanzialmente invariata la quota di compravendite effettuate ricorrendo a un mutuo (57,9%). Insieme ai mutui sono cresciuti i prezzi delle abitazioni nelle tredici maggiori aree urbane e nelle 13 città intermedie, sebbene in entrambi i casi si sia registrato un rallentamento della crescita. In aumento anche i canoni di locazione sebbene meno dei prezzi il che "si traduce in un graduale calo dei rendimenti locativi".

Segnali di rallentamento del mercato immobiliare possono infine esser ritrovati nel "leggero allungamento" dei tempi medi di vendita. "Per le abitazioni - osserva il rapporto - sono ora necessari 4,3-4,4 mesi contro i circa 4 di un anno fa. Per gli uffici ne occorrono 5,7, per i negozi 5,1-5,3, per i capannoni dai 6,3 ai 6,6 mesi e infine per i posti auto circa 2,7 mesi".

Le previsioni degli operatori immobiliari per il 2007 infine, si riassumono in un "peggioramento della congiuntura immobiliare percepita, soprattutto sul fronte dei volumi scambiati mentre ricorrente è la previsione di stabilità dei valori". La crescita dei prezzi dovrebbe proseguire ma maggiormente attenuata, al 3,5% con un recupero previsto nel 2008 (+3,8%).

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