Nodo governance dietro il "no" di Deutsche Boerse a Capuano

Inviato da Titta Ferraro il Gio, 09/11/2006 - 09:02
"L'Ipo di Borsa Italiana? E' un progetto che non abbiamo mai messo da parte, ma l'opzione di Borsa europea rimane prioritaria in presenza di condizioni favorevoli". Questo il commento dell'amministratore delegato di Borsa Italiana, Massimo Capuano, all'indomani della rottura dei negoziati con Deutsche Boerse, che nell'intenzione di Piazza Affari avrebbe dovuto gettare le basi per la creazione di una Borsa federale europea allargata a Euronext. Un sogno infrantosi sullo scoglio della governance. La decisione di sospendere le trattative - ha spiegato Capuano - è legata alle difficoltà nel risolvere problemi di governance: "Avevamo proposto a Deutsche Boerse un progetto di listino federale convinti che un mercato europeo abbia bisogno di una borsa europea. Per farlo abbiamo trovato un buon punto d'accordo sul modello industriale con cui convincere anche Euronext. Sul punto della governance invece, ci sono stati dei punti di disaccordo su alcuni elementi che secondo noi erano importanti e che non siamo riusciti a colmare negli ultimi tempi". Il progetto prevedeva un exwcutive board di 13 membri, di cui 6 rappresentanti di Euronext, 5 di Deutsche Boerse e 2 di Borsa Italiana. E per i tedeschi la lieve supremazia di Euronext non è risultata accettabile, oltre al fatto che per loro era pregiudiziale la possibilità di selezionare loro il nuovo amministratore delegato.
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