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Nigeria e driving season dietro alle fiammate di Brent e Wti

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Prezzi del petrolio di nuovo in rialzo sui mercati internazionali. Il Wti si è portato alle soglie dei 65 dollari al barile mentre il Brent di Londra ha superato, nel corso della mattinata, i 70 dollari al barile con un balzo superiore ai 2 punti percentuali rispetto alle quotazioni della vigilia che già avevano fatto segnare una sensibile crescita rispetto a mercoledì.


L’ultimo dato diffuso dall’Eia (l’Agenzia internazionale per l’energia) mecoledì, aveva segnalato un aumento delle scorte di petrolio di un milione di barili, notevolmente oltre le attese degli analisti di mercato. In questo momento il focus dell’attenzione è però rivolto su altri elementi che stanno trainando il prezzo dell’oro nero.
Le quotazioni al Nymex stanno infatti seguendo da vicino l’incremento delle quotazioni della benzina, il cui future scambiato al Nymex (Nymex RBOB future) ha superato i 2,40 dollari per gallone. Il prezzo della benzina verde è tenuto sotto particolare osservazione da un lato per l’avvicinarsi della “driving season” statunitense, che prenderà il via ufficiale con il Memorial Day del 31 maggio, dall’altro per una serie di chiusure in raffinerie americane dovute ad adeguamenti strutturali, incidenti o riparazioni.

Sulla quotazione del barile di petrolio ha avuto peso la decisione dei membri del cartello dei Paesi produttori (Opec)  di non modificare i livelli produttivi nonostante la richiesta pervenuta in tal senso dall’Eia. Il segretario generale dell’Organizzazione, Abdalla Salem El Badri ha dichiarato di attendere prezzi stabili tra 62 e 65 dollari al barile fino alla fine dell’anno con fluttuazioni causate dalle evoluzioni nelle questioni politiche del Medio Oriente.


Per quanto riguarda l’andamento del prezzo del Brent, invece, i 70 dollari al barile toccati nel corso della mattinata, ma più in generale la differenza di prezzo evidenziata negli ultimi mesi rispetto al Wti, trova giustificazione nelle tensioni geopolitiche nigeriane. Gli attacchi a postazioni e installazioni petrolifere nel delta del Niger sono aumentate e non sembra probabile un allentamento della tensione nel corso delle prossime settimane. Gli operatori del mercato Ipe di Londra rimangono quindi allerta e ciò giustifica i movimenti repentini verso l’altro delle quotazioni del Brent.