1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Niente effetto Iva sull’inflazione. Salita prezzi ai minimi dal 2009 anche nell’eurozona, cresce pressing su Bce

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

L’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22%, scattato a inizio mese, non ha avuto per il momento il temuto effetto di  surriscaldare l’inflazione. A ottobre, complice soprattutto il dietrofront dei prezzi dei beni energetici, l’inflazione risulta dello 0,7% annuo, ossia il livello tendenziale più basso dal novembre 2009. Ai minimi a quasi 4 anni anche l’inflazione nell’eurozona che si attesta anch’essa allo 0,7% annuo, ben distante dal target del 2% della Bce, aumentando le pressioni per nuove mosse espansive dell’istituto guidato da Mario Draghi.  

L’inflazione core rimane ferma a +1,2%
A ottobre, secondo le stime preliminari Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione congiunturale dello 0,3% e un aumento dello 0,7% su base annua, in rallentamento rispetto alla dinamica rilevata a settembre (+0,9%). Si tratta del livello tendenziale più basso dal novembre 2009. Rallentamento dell’inflazione in gran parte imputabile alle componenti più volatili, come i beni energetici e gli alimentari freschi, al netto dei quali la crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo (inflazione di fondo) resta stazionaria all’1,2%. L’inflazione acquisita per il 2013 scende all’1,2% dall’1,3% di settembre.
I più significativi rallentamenti tendenziali si rilevano per Beni energetici, Alimentari non lavorati, Servizi relativi alle comunicazioni. Per questi tre comparti i prezzi hanno registrato diminuzioni congiunturali rispettivamente pari a -1,3%, -0,8% e -4,4%. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo si porta all’1,1% dall’1,3% del mese precedente.
 
Codacons: effetto Iva solo rinviato 
Il Codacons mette in guardia sul fatto che l’aumento Iva è destinato a dispiegare la maggior parte dei suoi effetti nei prossimi mesi. Moltissimi negozianti e la gran parte dei gruppi della grande distribuzione organizzata, per il momento ha assorbito l’aumento, ritardando l’applicazione della nuova aliquota probabilmente al 2014. “Ma, prima o poi, la nuova aliquota sarà traslata sui consumatori finali”, continua la nota stampa dell’associazione dei consumatori che sottolinea inoltre come a ottobre si stiano sentendo comunque i primi effetti dell’aumento Iva con l’inflazione europea che ha decelerato di 4 decimi di punto percentuale  rispetto alla variazione tendenziale registrata a settembre principalmente grazie al calo dei prezzi energetici, contro i 2 decimi italiani.

Frena anche il carrello della spesa
I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, il cosiddetto carrello della spesa, hanno registrato questo mese una diminuzione dello 0,3% su base mensile con rialzo tendenziale che si attesta allo 0,7%, in rallentamento di tre decimi di punto rispetto a settembre.
 

Giù anche le pressioni inflattive nell’eurozona, euro in calo sul forex
Sono arrivato oggi anche i dati relativi all’intera eurozona. Il tasso di inflazione annuale della zona euro si è attestato allo 0,7% a ottobre, in deciso ribasso rispetto al mese di settembre, quando era dell’1,1%. Gli analisti si aspettavano una inflazione ferma all’1,1%. La stima preliminare pubblicata dall’Eurostat, vede pertanto l’inflazione attestarsi ai minimi dal 2011 allontanandosi ulteriormente dal target del 2% indicato dalla Bce.
La reazione sul mercato è stato un forte deprezzamento dell’euro sceso a 1,366 in virtù dell’aumento delle pressioni sull’Eurotower per l’applicazione di una politica monetaria più espansiva.