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Niente di nuovo sul fronte dell’azionariato Telecom

QUOTAZIONI Telecom Italia
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La raccolta di informazioni effettuata dalla Consob non è servita a dipanare la matassa sugli interessi in campo per il controllo di Telecom Italia. Nonostante le conferme dei contatti in corso tra Intesa-Sanpaolo e Mediobanca con parti interessate all’eventuale operazione, la mappa aggiornata degli azionisti con quote superiori al 2% non ha fornito sorprese. Quelle stesse novità che il mercato si aspettava dopo che nella scorsa ottava gli scambi sul titolo della compagnia di telecomunicazioni avevano interessato circa il 20% del capitale. Stabili dunque le partecipazioni dei grandi soci Olimpia (17,991%), Generali (4,060%), Hopa (3,721%) e Mediobanca (1,54%), oggi è il giorno degli interrogativi. In particolare uno, quale è stata la destinazione dei titoli scambiati? Tutto relegato a transazioni intraday? Una spiegazione potrebbe nascondersi all’interno delle fondazioni bancarie, escluse dall’indagine Consob ma che potrebbero invece essere attori di primo piano. Un’altra interpretazione possibile riguarda la formazione di pacchetti azionari inferiori al 2% destinati a rimanere nell’ombra almeno fino alla prossima assemblea del 16 aprile, quando sarà possibile effettuare una conta maggiormente verosimile delle forze in gioco. Da ultimo non si possono escludere nemmeno operazioni di equity swap o acquisti effettuati per il tramite di strumenti quali i Cfd, destinati anch’essi a rimanere coperti al passaggio della lente Consob.


Per il momento dunque occorre accontentarsi delle poche certezze raccolte dalle comunicazioni sollecitate dall’organo di vigilanza. La vera sorpresa, assunti i contatti preliminari di Intesa Sanpaolo e Mediobanca con potenziali investitori e gli espliciti dinieghi di Capitalia e Unicredito (entrambe hanno chiarito di non far parte di cordate e di non avere negoziati in corso), è probabilmente costituito dal ruolo di Generali. Il Leone di Trieste si è definito “non interessato a partecipazioni di quote di maggioranza in Olimpia”, escludendo inoltre di essere coinvolta nella formazione di cordate. 

L’ultima novità in ordine temporale è venuta nella serata di ieri dal quartier generale di Telecom. La compagnia ha infatti reso noto che alla luce delle prospettate ipotesi di riassetto azionario della società e delle possibili ricadute sugli asset e sulle strategie industriali del gruppo ha dato mandato a Merrill Lynch e SocGen per la valutazione delle diverse opzioni strategiche.