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Niente di nuovo dal G7: l’euro mostra un pallido rialzo sul dollaro

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Un tentativo di rimbalzo neanche troppo convinto sta caratterizzando l’andamento dei mercati valutari stamattina, in particolare per quanto riguarda l’euro. La valuta unica europea mette a segno rialzi intorno allo 0,10% contro dollaro americano, dello 0,10% contro franco svizzero mentre sale dello 0,50% contro la sterlina britannica. Un movimento di “alleggerimento” della pressione ribassista delle settimane passate che non modifica lo scenario sfavorevole.

Non è cambiato pressoché nulla, infatti, rispetto alla situazione della passata ottava. Dal G7 tenutosi nel fine settimana a Iqaluit in Canada sono venute rassicurazioni sulla capacità della Grecia di uscire dall’impasse dei conti pubblici che ricalcano quelle già ampiamente sentite. “Siamo fiduciosi che il governo greco riuscirà a prendere tutte le decisioni necessarie a raggiungere l’obiettivo” è stato il commento del governatore della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet.

Nel frattempo i Credit Default Swap a cinque anni sulla Grecia continuano a mantenersi sopra la soglia dei 400 punti, mentre la prossima tempesta all’orizzonte potrebbe arrivare dal Portogallo, i cui CDS sono balzati nei pressi di quota 230. Erano sotto i 200 punti a inizio febbraio. “Continua a persistere, sui mercati, la preoccupazione che la Grecia non sarà in grado di risolvere il problema del debito da sola” commentano gli analisti del Fixed Income Global Desk di Schroders’. “D’altronde a nessuno interessa che nell’area euro o in altre aree geografiche si generino turbolenze pericolose. L’Eurozona e il Fondo monetario internazionale hanno le capacità per salvare, eventualmente, la Grecia”. Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Monde, alcuni esperti dell’Fmi stimerebbero in 20-25 miliardi di dollari il costo di un salvataggio della Grecia. “La domanda chiave per gli investitori – riprendono da Schroders’ – è quale costo dovrà pagare la Grecia per un eventuale salvataggio assistito e se parte di questo costo verrà sopportato anche dai creditori. Attualmente i prezzi di mercato scontano uno scenario nel quale i possessori di bond a 10 anni ellenici, in caso di default che estinguesse il 23% del valore delle obbligazioni in loro possesso, si ritroverebbero comunque con un ritorno approssimativamente equivalente a quello di un bund tedesco ai rendimenti odierni”.

Dallo scenario macroeconomico, per contro, non dovrebbero venire insidie per il dollaro mentre l’euro dovrà affrontare alcuni appuntamenti importanti. In primis la rilevazione del Prodotto interno lordo relativa al quarto trimestre del 2009. Le attese sono per una crescita dello 0,4% rispetto allo stesso trimestre del 2008 mentre su base annua la riduzione verrebbe contenuta all’1,9% rispetto al -4% della precedente rilevazione.