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Nestlé: titolo debole in Borsa, pesano vendite sotto attese e riduzione stime 2015

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Le vendite inferiori alle attese e il taglio delle previsioni per il 2015 mettono sotto pressione Nestlé sulla Borsa di Zurigo. Il titolo del colosso alimentare svizzero ha aperto l’ultima seduta della settimana con una contrazione del 2,60% a 73,15 franchi svizzeri e in questo momento cede circa due punti percentuali. 
Prima dell’avvio delle contrattazioni sui listini europei, Nestlé ha annunciato di avere archiviato i primi 9 mesi dell’anno con un giro d’affari pari a 64,9 miliardi di franchi svizzeri, con una crescita organica pari al 4,2 per cento. Un dato inferiore alle previsioni degli analisti che stimavano, invece, un rialzo pari al 4,7 per cento. A pesare, in particolare, il richiamo di noodles (spaghetti istantanei) a marchio Maggi in India e la debolezza in Cina (secondo mercato per Nestlè). Quanto alle prospettive per l’intero 2015, la società ha rivisto al ribasso delle stime per l’intero anno attendendosi ora una crescita complessiva pari al 4,5% dal 5% stimato precedentemente. 
“Dopo la buona performance del primo semestre, il terzo trimestre dell’anno ha risentito di alcuni eventi eccezionali, come il caso legato ai noodles Maggi in India “, ha spiegato Paul Bulcke, numero uno del gruppo elvetico. 
Le vendite di Unilever migliori delle attese
Decisamente migliori le indicazioni arrivate ieri dalla “rivale” Unilever. Quest’ultima ha annunciato di avere chiuso il terzo trimestre con vendite in rialzo del 5,7%, contro il +2,1% del corrispondente periodo del 2014. La performance è stata sostenuta dai mercati emergenti (con vendite salite dell’8,4%), dalla forte domanda di gelati (il gruppo ha acquistato il marchio italiano Grom) e dal cambio favorevole, che ha prodotto un impatto positivo del 2,9%. “Continuiamo a vedere mercati deboli senza alcun segno immediato di sostegno da un miglioramento dell’economia globale”, ha commentato l’amministratore delegato di Unilever, Paul Polman. Il gruppo prevede “un altro anno di crescita dei volumi” e una crescita delle vendite verso la parte alta del range 2-4%, oltre che “un miglioramento nei margini operativi e un forte flusso di cassa”.
Ad accomunare i due colossi la voglia di crescere nel comparto dei gelati. E se a inizio ottobre la multinazionale Unilever ha acquistato il controllo di Grom, catena di gelaterie fondata nel 2003 da Federico Grom e Guido Martinetti, Nestlè ha comunicato di essere in trattative avanzate con R&R, controllata dal fondo private equity francese PAI e attiva nel settore dei gelati, per la creazione di una joint venture nel settore soprattutto in Europa e Africa.