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Nessuna sorpresa dalla Fed: “Ripresa economica più solida”. Ora l’attesa è per una mossa della Bce

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La Federal Reserve non cambia idea in tema di politica monetaria, soprattutto data l’instabilità dello scenario mondiale dopo il terremoto in Giappone e i timori sul nucleare e la precarietà della situazione in Medio Oriente e Nord Africa.
In questo quadro ieri sera il Federal Open Market Committee (FOMC), il braccio operativo della banca centrale statunitense, ha annunciato di aver confermato all’unanimità il costo del denaro nel range 0-0,25% ed il programma di acquisto asset, il quantitative easing 2, a 600 miliardi di dollari. La Banca centrale americana ha ribadito che il QE2 è destinato a concludersi alla fine del primo semestre 2011. Decisioni ampiamente attese dai mercati.


“La ripresa economica è solida, e le condizioni del mercato del lavoro stanno migliorando gradualmente – recita il comunicato diffuso in serata dal Fomc -. Il settore immobiliare continua, invece, a essere depresso”. Anche sul fronte inflattivo la Fed non cambia idea. Come aveva anticipato nelle scorse settimane Ben Bernanke, il rialzo dei prezzi delle materie prime è destinato ad influenzare l’inflazione, ma solo temporaneamente. “Le attese sull’inflazione nel lungo termine rimangono stabili, nonostante questo monitoreremo con grande attenzione la crescita dei prezzi e l’andamento delle aspettative di inflazione”. Nel comunicato diffuso in serata dal Fomc non è stato tuttavia menzionato il Giappone.

Insomma, la Banca centrale statunitense ha mostrato, una volta di più, di non avere intenzione per il momento di abbandonare la sua politica monetaria espansiva. Forse, continuerà fino a quando il tasso di disoccupazione non scenderà a livelli accettabili. Tasso di disoccupazione che è diminuito, portandosi a febbraio all’8,9% dal picco del 10,1% toccato nell’ottobre 2009. Si tratta dei minimi dall’aprile 2009.
L’approccio della Fed rimane dunque diverso da quello della Bce, che nell’ultimo incontro di marzo ha aperto le porte a un possibile rialzo dei tassi di interesse già nella riunione in agenda il prossimo 7 aprile. Bernanke, infatti, non ha cambiato il linguaggio come ha fatto Jean-Claude Trichet. “Anche ieri – sottolineano gli esperti di Ing – le frasi ‘eccezionalmente bassi’, riferiti ai tassi, e ‘per un periodo esteso’ non sono mancate”.
La nuova strada che potrebbe essere imboccata dalla Bce è stata ribadita ieri anche Lorenzo Bini Smaghi, membro del board. Per frenare i rischi inflazionistici è necessario un “aggiustamento” dei tassi di interesse che deve essere “graduale”, ha dichiarato Bini Smaghi nel corso di incontro organizzato a Firenze da Banca Monte dei Paschi di Siena e da Progetto Città.