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Nessuna magia sotto l’albero per il portafoglio degli italiani: -0,3% ricchezza famiglie I semestre

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La magia del Natale non farà più diventare pesante il portafoglio degli italiani. Ma ormai è una situazione consolidata. Nel primo semestre 2010 la ricchezza netta delle famiglie sarebbe, infatti, diminuita dello 0,3 per cento in termini nominali. È quanto si legge nel rapporto della Banca d’Italia secondo che cita stime preliminari secondo cui il lieve calo è dovuto a una diminuzione delle attività finanziarie e a un aumento delle passività, che hanno più che compensato la crescita delle attività reali.

Nel supplemento al Bollettino Statistico viene spiegato che il calo segue una crescita della ricchezza netta complessiva che era aumentata tra la fine del 2008 e la fine del 2009 di circa l’1,1 per cento, per effetto di un aumento del valore delle attività finanziarie (2,4 per cento) superiore a quello delle passività (1,6 per cento); le attività reali hanno registrato un rialzo più lieve (0,4 per cento). A prezzi costanti, usando come deflatore quello dei consumi, l’aumento della ricchezza complessiva è stato nell’ordine dell’1,3 per cento.

I dati di Bankitalia in merito alla distribuzione del reddito evidenziano, tuttavia, come alla fine del 2008 la metà più povera delle famiglie italiane deteneva il 10 per cento della ricchezza totale, mentre il 10 per cento più ricco deteneva quasi il 45 per cento della ricchezza complessiva. Infine, secondo studi recenti, la quota di ricchezza netta mondiale posseduta dalle famiglie italiane sarebbe pari al 5,7 per cento, superiore alla quota italiana del Pil e della popolazione del mondo (rispettivamente pari a circa il 3 e l’1 per cento).


Alla fine del 2008, ultima data per cui è possibile effettuare un confronto internazionale completo e omogeneo, in Italia la ricchezza netta era risultata pari a 7,8 volte il reddito disponibile lordo delle famiglie, valore in linea con quello della Francia (7,5) e del Regno Unito (7,7), lievemente superiore a quello del Giappone (7) e significativamente superiore a quello degli Stati Uniti (4,8).